18 Luglio 2007

La Cassazione: il “vaffa“, parola talmente inflazionata che non la si può considerare insulto

IL VAFFANCULO di Marco Masini era stato un modo di fare successo: nel `93 la canzone contribuì pesantemente alle vendite dell`album “Ti innamorerai“. Il cantante fiorentino e l`autore, Marco Bigazzi, mandavano a quel paese il mondo intero, contro il qualunquismo dilagante. Adesso, la Cassazione afferma che la parola non ha più forza aggressiva, è talmente inflazionata, usata in modo così frequente, che non la si può più considerare un insulto. E quindi può andare assolto quel consigliere comunale di Giulianova che l`aveva rivolta al vice sindaco dal quale era stato apostrofato “ci si deve vergognare di essere comunisti“. Una reazione, quel vaffa, di chi “aveva semplicemente espresso in modo volgare la sua insofferenza“. E quindi assoluzione invece della condanna che era stata decretata dalla Corte d`appello dell`Aquila. Concetti osceni o a carattere sessuale, dunque, che, secondo la relatrice, Giuliana Ferrua, sono sintomo di maleducazione e volgarità, ma che non possono più essere puniti penalmente. E NON C`È solo il vaffa, ma anche “me ne fotto“ o “è un gran casino“, al passo coi tempi e di più immediata riconoscibilità che non locuzioni austere come “non mi cale“ o “non voglio prenderti in considerazione“ e ancora “lasciami in pace“. Semmai la colpa “è dell`improverimento del linguaggio“, della incapacità di usare parole consone in contesti che non sono normali. Fermo restando che l`inopportunità del vaffa resta se non ce ne sono giustificazioni. Ma chissà come si fa a decidere quando ci va o quando è troppo. Di certo, dalla tomba, se ne cale Alberto Sordi, che nei Vitelloni mandava a quel paese i lavoratori dai quali viene poi rincorso. MA SECONDO il linguista, ed ex ministro dell`Istruzione, Tullio De Mauro, bisognerebbe provare sugli stessi giudici l`effetto che fa il vaffa: come reagirebbero a essere apostrofati così in mezzo alla strada? Vergogna la esprimono anche il capogruppo Udc alla Camera, Luca Volontè, e il presidente del Codacons, Carlo Rienzi; se la ride un vaffanculista doc come Carletto Mazzone (espulso da Collina per la parolaccia alla fine di un derby Atalanta-Brescia); accoglie la novità il linguista Michele Cortelazzo: finalmente gli ermellini al passo coi tempi. Brutti tempi?

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