18 Luglio 2019

La casa vacanze ad Alassio era una truffa «Ho versato 500 EUR, rovinate le mie ferie»

presentato un esposto. l’ associazione consumatori: «attenzione agli annunci che offrono prezzi troppo bassi»
Maria FiorePAVIA. All’ apparenza sono case da sogno, a due passi dal mare e dotate di ogni comfort. Solo dopo avere versato la caparra viene fuori la verità e quello che sembrava un affare imperdibile si scopre essere in realtà una “sola”. Come è accaduto a Stefania S., 40 anni, di Pavia. Ha preso in affitto una casa per le vacanze ad Alassio su un sito internet, versando 500 euro di anticipo, ma quando ha provato a rimettersi in contatto con l’ intermediaria per farsi consegnare le chiavi ha trovato il telefono muto. La donna a cui aveva dato la caparra era sparita. «Ho fatto un esposto in procura ma resta l’ amarezza per essere stata ingannata così», racconta. l’ annuncio on lineLa vittima ha visto l’ annuncio per la casa sul sito internet “Airbnb”, punto di riferimento per chi cerca un alloggio per brevi periodi. «Lo scorso anno, con un altro sito, mi ero trovata molto bene e quindi anche stavolta avevo deciso di affidarmi all’ on line – racconta la donna -. Il sito è conosciuto come affidabile. Mi serviva un appartamento per due settimane a luglio, per la mia famiglia, e ne ho trovato uno che sembrava perfetto. Era molto comodo, abbastanza vicino alla spiaggia. Così ho preso contatto con la persona che metteva l’ annuncio, una signora gentile: mi ha detto che sarebbe stato meglio fare tutto direttamente con lei, senza passare dal sito per non pagare la provvigione. Questo è stato il mio errore. Mi sono fidata. Via mail mi ha lasciato un Iban e mi ha confermato le date. Eravamo rimaste che ci saremmo sentite qualche giorno prima, per le chiavi, ma avrei dovuto dare una caparra di 500 euro per bloccare l’ appartamento. Così ho fatto, purtroppo». La donna, prima di fare il bonifico, ha chiesto rassicurazioni, perché avendo un figlio piccolo non voleva avere sorprese, ma l’ interlocutrice l’ ha tranquillizzata: «Ho fatto per anni la maestra, so cosa vuol dire, non si preoccupi». La sorpresa è arrivata qualche giorno prima della partenza. la scoperta«Come d’ accordo ho provato a richiamare il numero per recuperare le chiavi – racconta ancora la donna -. Non so quante volte ho chiamato: sempre spento. Dovevamo partire domenica, ma ovviamente quella signora non ha più richiamato. Ho capito di essere stata truffata. Peraltro ho scoperto che l’ Iban era collegato a una Postepay, probabilmente intestata a un prestanome». La vittima si è rivolta ai carabinieri e poi, tramite un avvocato, ha presentato un esposto in procura. «Però ormai la vacanza era rovinata – dice la donna -. Abbiamo dovuto ripiegare su un albergo, per fortuna abbiamo trovato posto ma in Toscana e non più in Liguria. Purtroppo il sito non è di per sé una garanzia, il controllo non è immediato, anche se poi il portale ha comunicato che quella persona era stata rimossa perché aveva violato i termini del contratto». come difendersiSe si mantengono le trattative con il sito i soldi vengono trattenuti ma prelevati solo una volta entrati nell’ appartamento. «In generale bisogna sempre evitare di anticipare soldi, meglio piuttosto utilizzare la carta di credito – spiega l’ avvocato della Codacons Carlo Tommaso Gasparro -. I siti on line purtroppo non sono in grado di fornire molte garanzie di controllo. E’ preferibile appoggiarsi a strutture alberghiere o comunque certificate, in ogni caso bisogna cercare di assicurarsi che la casa esista davvero e informarsi sul tipo di struttura. È vero che i siti on line offrono occasioni di risparmio notevoli, ma bisogna stare attenti: più i prezzi si abbassano e più c’ è il rischio di andare incontro a fregature». —

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