21 Luglio 2015

La casa senza tasi costa 200 euro meno

La casa senza tasi costa 200 euro meno

Monito del sindacato al premier Renzi, il taglio dei tributi locali deve essere compensato con un assegno di 4,6 miliardi ai comuni che altrimenti resterebbero a secco. A Palermo il buco sarebbe di 16 milioni di euro. Gianni De Bono …Non saranno risolutivi, ma circa 200 euro in più in tasca non guastano. E la Uil plaude all’ iniziativa annunciata da Matteo Renzi di voler abolire la tasi sulla prima casa. Anche se avverte: occhio perchè però sono soldi (circa 4,6 miliardi) che vanno restituiti ai Comuni. Anche per evitare gli «errori del passato» quando le casse dei comuni rimasero a secco. L’ annuncio dell’ abolizione della Tasi sulla prima casa per l’ anno prossimo, per i 25,7 milioni di proprietari – dice la Uil – si tradurrebbe in un risparmio medio di 180 euro annui che salgono a 230 euro medi se si abita nelle Città capoluogo di provincia. I dati emergono da una simulazione elaborata dal Servizio Politiche Territoriali nelle 106 Città capoluogo di provincia. Secondo i risultati della simulazione Uil, il risparmio maggiore in valori assoluti si registra a Torino con 403 euro medi a famiglia; a Roma, invece, il risparmio sarà di 391 euro medi; a Siena 356 euro; a Firenze 346 euro; a Genova 345 euro; a Bari 338 euro; a Bologna 331 euro; a Foggia 326 euro; a Como 321 euro; ad Ancona 318 euro; a Milano 300 euro. Mentre ad Asti il risparmio medio sarebbe di soli 19 euro medi; cifra che sale a 46 euro ad Ascoli Piceno; 51 euro a Crotone; 57 euro a Catanzaro; 60 euro a Cesena; 64 euro a Treviso; 65 euro a Potenza; 79 euro a Matera; 82 euro a Cosenza; 88 euro a Nuoro. Per la Uil ogni riduzione del carico fiscale a carico delle famiglie è la «benvenuta – commenta il segretario con federale Guglielmo Loy – però, per non incorrere negli errori del passato, sarebbe saggio e opportuno, che contestualmente all’ abolizione della Ta si, Renzi staccasse 8 mila assegni intestati ai Comuni, con copertura certa, dall’ importo complessivo di 4,6 miliardi di euro. Infatti, a tanto ammon ta il gettito peri Comuni derivante dalla Tasi, di cui 3,8 miliardi di euro per la prima casa e il resto, 800 milioni, per gli altri immobili. Tanto per fare qualche esempio concreto l’ assegno per la Città di Roma dovrà ammontare e 524 milioni di euro; per Milano 206 milioni di euro; per Torino 115 milioni di euro; per Genova 74 milioni di euro; Napoli 63 milioni di euro; Bologna 48 milioni di euro; Firenze 42 milioni di euro; Bari 41 milioni di euro; Venezia 34 milioni di euro; Cagliari 20 milioni di euro; Palermo 16 milioni di euro; Reggio Calabria 9 milioni dieu ro. «È vitale garantire la totale copertura finanziaria per evitare che si ripeta ciò che gli Italiani hanno vissuto in questi anni e, cioè, che che i Comuni aumentino, per bilanciare le minori entrate, altre imposte e tasse locali a iniziare dell’ Irpef Comunale». La riduzione del peso fiscale è molto attesa. Le tasse sulla casa a carico dei proprietari italiani sono aumentate del 177% in 3 anni, secondo il Codacons. «Dal 2011 al 2014 gli italiani hanno dovuto sborsare 16 miliardi di euro in più spiega l’ associazione – Dai 9 miliardi di euro pagati nel 2011, infatti, le famiglie sono arrivate a versarne in totale 25 miliardi nel 2014, con un incremento del +177%». Intanto, la promessa del premier Matteo Renzi di tagliare le tasse sulla casa ha messo le ali alle società del mattone a Piazza Affari. Il Ftse Mib All Share Real Estate, l’ indice di Milano dedicato ai titoli dell’ immobiliare, ha terminato le contrattazioni in rialzo del 2,51%, doppiando l’ indice generale Ftse All Share, in progresso dell’ 1,15%. Tra le società del comparto si sono registrati anche rialzi a due cifre, come quello di Risanamento (+15,62%), che ha tirato la volata a Prelios (+9%), Bastogi (+7,5%), Aedes (+7,2%), Gabetti (+5,4%) e Brioschi (+5,3%).

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