La casa senza tasi costa 200 euro meno
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fonte:
- Giornale di Sicilia
Monito del sindacato al premier Renzi, il taglio dei tributi locali deve essere compensato con un assegno di 4,6 miliardi ai comuni che altrimenti resterebbero a secco. A Palermo il buco sarebbe di 16 milioni di euro. Gianni De Bono …Non saranno risolutivi, ma circa 200 euro in più in tasca non guastano. E la Uil plaude all’ iniziativa annunciata da Matteo Renzi di voler abolire la tasi sulla prima casa. Anche se avverte: occhio perchè però sono soldi (circa 4,6 miliardi) che vanno restituiti ai Comuni. Anche per evitare gli «errori del passato» quando le casse dei comuni rimasero a secco. L’ annuncio dell’ abolizione della Tasi sulla prima casa per l’ anno prossimo, per i 25,7 milioni di proprietari – dice la Uil – si tradurrebbe in un risparmio medio di 180 euro annui che salgono a 230 euro medi se si abita nelle Città capoluogo di provincia. I dati emergono da una simulazione elaborata dal Servizio Politiche Territoriali nelle 106 Città capoluogo di provincia. Secondo i risultati della simulazione Uil, il risparmio maggiore in valori assoluti si registra a Torino con 403 euro medi a famiglia; a Roma, invece, il risparmio sarà di 391 euro medi; a Siena 356 euro; a Firenze 346 euro; a Genova 345 euro; a Bari 338 euro; a Bologna 331 euro; a Foggia 326 euro; a Como 321 euro; ad Ancona 318 euro; a Milano 300 euro. Mentre ad Asti il risparmio medio sarebbe di soli 19 euro medi; cifra che sale a 46 euro ad Ascoli Piceno; 51 euro a Crotone; 57 euro a Catanzaro; 60 euro a Cesena; 64 euro a Treviso; 65 euro a Potenza; 79 euro a Matera; 82 euro a Cosenza; 88 euro a Nuoro. Per la Uil ogni riduzione del carico fiscale a carico delle famiglie è la «benvenuta – commenta il segretario con federale Guglielmo Loy – però, per non incorrere negli errori del passato, sarebbe saggio e opportuno, che contestualmente all’ abolizione della Ta si, Renzi staccasse 8 mila assegni intestati ai Comuni, con copertura certa, dall’ importo complessivo di 4,6 miliardi di euro. Infatti, a tanto ammon ta il gettito peri Comuni derivante dalla Tasi, di cui 3,8 miliardi di euro per la prima casa e il resto, 800 milioni, per gli altri immobili. Tanto per fare qualche esempio concreto l’ assegno per la Città di Roma dovrà ammontare e 524 milioni di euro; per Milano 206 milioni di euro; per Torino 115 milioni di euro; per Genova 74 milioni di euro; Napoli 63 milioni di euro; Bologna 48 milioni di euro; Firenze 42 milioni di euro; Bari 41 milioni di euro; Venezia 34 milioni di euro; Cagliari 20 milioni di euro; Palermo 16 milioni di euro; Reggio Calabria 9 milioni dieu ro. «È vitale garantire la totale copertura finanziaria per evitare che si ripeta ciò che gli Italiani hanno vissuto in questi anni e, cioè, che che i Comuni aumentino, per bilanciare le minori entrate, altre imposte e tasse locali a iniziare dell’ Irpef Comunale». La riduzione del peso fiscale è molto attesa. Le tasse sulla casa a carico dei proprietari italiani sono aumentate del 177% in 3 anni, secondo il Codacons. «Dal 2011 al 2014 gli italiani hanno dovuto sborsare 16 miliardi di euro in più spiega l’ associazione – Dai 9 miliardi di euro pagati nel 2011, infatti, le famiglie sono arrivate a versarne in totale 25 miliardi nel 2014, con un incremento del +177%». Intanto, la promessa del premier Matteo Renzi di tagliare le tasse sulla casa ha messo le ali alle società del mattone a Piazza Affari. Il Ftse Mib All Share Real Estate, l’ indice di Milano dedicato ai titoli dell’ immobiliare, ha terminato le contrattazioni in rialzo del 2,51%, doppiando l’ indice generale Ftse All Share, in progresso dell’ 1,15%. Tra le società del comparto si sono registrati anche rialzi a due cifre, come quello di Risanamento (+15,62%), che ha tirato la volata a Prelios (+9%), Bastogi (+7,5%), Aedes (+7,2%), Gabetti (+5,4%) e Brioschi (+5,3%).
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