11 Aprile 2013

La carissima favola della benzina e delle compagnie

La carissima favola della benzina e delle compagnie

Ma di che ci lamentiamo noi consumatori? Basta con la moda di denigrare i petrolieri! Sono innocenti, lo vogliamo capire o no?Anche questa storia dell’ inchiesta della Guardia di Finanza e della Procura di Varese su denuncia del Codacons, una delle associazioni più combattive: «Rialzo e ribasso fraudolento dei prezzi». Si parla persino di truffa! Per carità, «semplici ipotesi investigative», replicano in coro Shell, Tamoil, Eni, Esso, TotalErg, Q8, Api. Il teatrino delle anime candide dura, a mia memoria, da una vita. Tredici anni fa l’ Antitrust presieduta dal giurista Giuseppe Tesauro inflisse alle compagnie petrolifere una multa di 640 miliardi di lire poi ridotta a 482, avendo accertato l’ esistenza di un tacito accordo per tenere i prezzi allo stesso livello, al grido di «non facciamoci del male». Un anno dopo però il Consiglio di Stato annullò la maximulta e inutilmente l’ Antitrust ribadì il suo operato. Nell’ aprile 2012, poi, l’ Assopetroli ha invitato l’ Antitrust a vigilare, pensate un pò, «sullo sviluppo della concorrenza», non digerendo, suppongo, la decisione dell’ Eni di praticare prezzi ridotti nei weekend estivi. Adesso le compagnie ritoccano al ribasso il listino. Secondo l’ ultima indagine dell’ Antitrust duemila pompe bianche (indipendenti) e 82 dei supermercati praticano prezzi più bassi – fino a 13 cm in meno- rispetto alle 22mila legate alle compagnie. «L’ assetto oligopolistico si sta incrinando», diceva la nota a margine. Mi pare impossibile. RIPRODUZIONE RISERVATA.

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