5 Giugno 2018

La carica degli aspiranti consiglieri della Rai: 236 candidature per 4 posti

 

Sono 236 i candidati che si presentano per 4 posti di consigliere d’ amministrazione della Rai: è questa la consistenza numerica del piccolo esercito di aspiranti all’ incarico nel nuovo board di Viale Mazzini, il primo nominato con le norme del decreto legislativo del 31 luglio 2005. I curricula sono giunti a Camera e Senato, cui spetta l’ elezione di due consiglieri a testa, con un numero leggermente sfalsato: 196 a Montecitorio, 169 al Senato di cui 129 inviati dagli stessi candidati che hanno presentato i propri requisiti alla Camera. L’ arrivo delle candidature ai due rami del Parlamento è il primo passo verso il rinnovo del Numero uno Monica Maggioni Cda Rai, visto che quello attualmente in carica scadrà il 30 giugno, dopo l’ approvazione del bilancio 2017. Secondo la legge di riforma della Rai, varata dal governo Renzi, i componenti del Consiglio di amministrazione sono in totale sette: quattro di designazione della Camera e del Senato, eletti tra quanti presentano la propria candidatura nell’ ambito di «una procedura pubblica di selezione», due che vengono designati dal Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell’ Economia; uno nominato dall’ assemblea dei dipendenti Rai tra coloro che sono in servizio da almeno tre anni consecutivi. La legge di riforma introduce la figura dell’ amministratore delegato che è nominato dal Cda dell’ azienda su proposta dell’ assemblea dei soci (il mini stero dell’ Economia), e rimane in carica tre anni. Il presidente della Rai è nominato dal Cda tra i suoi membri e deve avere il parere favorevole della Commissione di Vigilanza con i due terzi dei voti. AlCda è affidata l’ approvazione del piano industriale e del piano editoriale, del preventivo di spesa annuale, degli investimenti di importo superiore a 10 milioni di euro, degli atti e dei contratti aziendali aventi carattere strategico. Il Codacons e l’ associazione utenti radiotelevisivi hanno presentato formale candidatura di Carlo Rienzi, storico leader dei consumatori italiani, come membro del Cda Rai. «I tempi sono ormai maturi per consentire l’ ingresso di un rappresentante degli utenti ai vertici della tv di Stato – spiegano le due associazioni – Finora i membri del CdA Rai sono stati scelti col metodo della spartizione politica, che non solo non ha dato risultati ma ha pesantemente danneggiato la rete e, di conseguenza, i cittadini che pagano il canone». Gli utenti sono i principali fi nanziatori della tv pubblica, e il loro ruolo ha assunto un peso maggiore con l’ inserimento del canone Rai nella bolletta elettrica – proseguono Codacons e Associazione Utenti Radiotelevisivi – Per questo riteniamo che un vero cambiamento possa passare solo dal consentire ad un loro rappresentante di entrare nel Cda, così da spingere la rete ad adottare decisioni che siano nell’ esclusivo interesse dei fruitori della Tv pubblica. M5S e Lega dimostrino di voler davvero cambiare la Rai nominando un leader degli utenti come il presidente Codacons Carlo Rienzi ai vertici dell’ azienda – concludono le due associazioni.

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