2 Settembre 2007

La card-sconto era una trappola

La card-sconto era una trappola
Ecco cosa può accadere a non leggere le minuscole note a pie` di pagina

E` considerata un reato “soft“, prolifera nei momenti di crisi economica e sociale, è mutevole, veloce e sa assumere le forme più diverse. Difficilissima da debellare risulta tra i soprusi meno denunciati, perché subirla è quasi una vergogna. Parliamo della truffa, un reato descritto nel codice penale come una serie di atti di imbroglio e raggiro compiuti a danno di qualcuno con il fine di trarne un vantaggio economico. La truffa, fra tutti, è il reato che più sta al passo con i tempi e il caso che raccontiamo oggi vuole essere emblematico di quanto il raggiro possa entrare nelle nostre case dalla porta principale. Rossella Iacolino è una giovane donna lavoratrice e madre di tre figli. Vive nella provincia di Modena in un appartamento come tanti. Un giorno riceve una telefonata: una voce, impostata e cortese, rende nota la prossima apertura di un emporio per la casa di grandi dimensioni nella zona in cui la signora abita. La società si presenta come Italia Casa ed ha sede a : “Mi hanno chiamata proponendomi una tessera magnetica che mi avrebbe dato diritto ad alcuni sconti – racconta Rossella – mi hanno proposto di ricevere la visita “senza impegno“ di un agente che mi avrebbe illustrato i vantaggi di questa “card“ ed io ho accettato. Si è presentata a casa mia una donna, preparata e formale, che mi ha illustrato i vantaggi di questa carta sconti, senza mai accennare, in alcun modo, a denaro che avrei dovuto versare e mi ha chiesto di firmare un contratto di adesione. Ho firmato e mi ha lasciato, in omaggio, una parure di asciugamani firmati ed un copriletto di marca, a garanzia della serietà della sua azienda. Pur avendo letto le prime pagine del contratto non mi ero accorta di nulla, invece l`imbroglio c`era. In una noticina a piè pagina, in fondo al contratto, mi impegnavo a versare del denaro su questa tessera e ad acquistare merce dall`azienda“. Ma Rossella è ignara dell`imbroglio, in quel momento, e la donna le comunica che passerà un altro agente per la consegna effettiva della tessera. “Questo serviva loro, ho capito in seguito, per far scadere i termini per la recessione dal contratto. Dopo 15 giorni arriva, su appuntamento, l`incaricato per la consegna e solo allora, facendo riferimento al contratto che ho firmato, mi chiede di versare del denaro. Improvvisamente capisco. Sono stata truffata. La vergogna è tanta, sono stata una stupida! Ma che fare? Quell`uomo è in casa mia, arrogante, sicuro di sé e minaccia di farmi causa… non posso permettermi spese legali per un errore che ho già commesso. Mi sento spaventata, confusa e cado ancora più nel raggiro. Per poter pagare a rate firmo sei tratte accettate (impegni di pagamento simili alle cambiali) con cui salderò l`acquisto obbligato di una batteria di pentole: 1.850 euro in totale. L`uomo se ne va con le mie firme. Mi sento umiliata, arrivo al lavoro sconvolta e scoppio in lacrime. E` allora che scopro che altre colleghe hanno subito la stessa truffa“. Rossella non vuole accettare quest`ingiustizia e si rivolge al Codacons di Modena che, grazie all`intervento dell`avvocato Massimo Grillenzoni, le fa restituire tutte le tratte firmate e la vicenda si conclude per il meglio. “L`unico modo che l`acquirente ha per tutelarsi da queste truffe tanto ben ordite – spiega Fabio Galli del Codacons – è quello di farsi lasciare sempre copia del contratto che ci viene proposto prima di firmarlo e portarlo in visione a qualcuno che ne possa determinare la correttezza. Se il venditore è in buona fede non avrà problemi a farlo, se quello proposto è un imbroglio verrà subito a cadere“.

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