17 Novembre 2009

La Capitale ha il dovere di ospitare le grandi manifestazioni internazionali

 La Capitale ha il dovere di ospitare le grandi manifestazioni internazionali, i cortei nazionali, i sit-in che da ogni angolo del Paese giungono a Roma per far sentire la protesta al Palazzo. Ma, forse mai come in questo periodo dove la crisi economica ha senza dubbio accresciuto le tensioni sociali, la Capitale deve avere anche i poteri per poter sostenere questa quotidiano blocco della viabilità. Il protocollo sui cortei che il prefetto di Roma(come i suoi predecessori) sta cercando di far siglare, non senza fatica, a sindacati e partiti politici è certamente uno strumento importante per ridurre i disagi dei romani e garantire il loro diritto alla Mobilità. «Nei prossimi giorni – fanno sapere in prefettura – il prefetto Pecoraro tornerà a incontrare i soggetti interessati per trovare una soluzione condivisa». Anche l’eventuale ordinanza che il sindaco Alemanno, nella sua veste di commissario straordinario per l’emergenza traffico, è pronto a firmare in caso di flop del protocollo può servire, se fatta rispettare, a far respirare un po’ una città che è strangolata da deviazioni del traffico, strade chiuse, percorsi dei bus che cambiano di ora in ora. Ma né il protocollo né l’eventuale ordinanza sono una risposta strutturale per poter contrastare l’emergenza traffico della Capitale. La conferma arriva ogni giorno dal bollettino "di guerra" diramato l’Atac. Ecco le ultime 48 ore: il vertice della Fao che blindato l’Aventino e tutta l’area circostante per quattro giorni con 16 linee bus deviate e la stazione della metro "Circo Massimo" chiusa; ieri il corteo dei trattori da piazza San Giovanni all’Esquilino; oggi da una parte la protesta degli studenti con 9 linee bus e tram deviate dall’altra la manifestazione dei dipendenti dell’Eutelia rimasti senza stipendio da mesi. Ieri il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, si è scusato con i romani per i notevoli disagi. Un gesto di sensibilità per tutti coloro che sono "affogati" in un mare di lamiera nel tentativo di raggiunge l’ufficio, portare i figli a scuola o accompagnare un parente per una visita medica. Roma deve riuscire ad ottenere dei contributi adeguati al suo ruolo di Capitale: un risarcimento economico che possa permetterle di reinvestirlo in opere necessarie per continuare a garantire il diritto di manifestare ma anche quello, non più comprimibile, di mobilità dei suoi cittadini.  D’altronde secondo uno studio del Codacons ogni anno i romani trascorrono 11 giorni imbottigliati nel traffico. E secondo il piano strategico della Mobilità messo a punto dai tecnici del Campidoglio i danni economici per la Capitale, tra ore di lavoro perse, interventi dei vigili urbani e interruzioni dei servizi pubblici, ammontano a un miliardo e mezzo di euro.

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