29 Ottobre 2012

La campagna contro l’ influenza

La campagna contro l’ influenza

Il vaccino contro l’ influenza è guardato con diffidenza, soprattutto in Italia dopo le recenti vicende di cronaca, ma i suoi benefici vanno oltre la semplice protezione dal virus. Secondo uno studio presentato al Canadian Cardiovascular Congress di Toronto, con l’ iniezione si dimezza il rischio di morte per eventi cardiovascolari come infarti e ictus, un vantaggio che vale sia per le categorie a rischio sia per le persone sane. Lo studio ha esaminato un totale di 3.227 persone, circa metà dei quali aveva un problema cardiaco già noto, assegnate a caso al vaccino o a un placebo. Dopo un anno, nel gruppo con il vaccino si è notata una riduzione del 50% di eventi cardiaci maggiori, come infarti o ictus, mentre la mortalità totale era diminuita del 40%. Queste cifre, sottolineano gli autori dello studio dell’ università di Toronto, valgono sia per i pazienti a rischio sia per quelli sani. Inoltre, un altro studio presentato allo stesso congresso ha dimostrato che il beneficio vale anche per i portatori di pace maker o altri dispositivi cardiaci. «La riduzione è particolarmente grande – spiega Jacob Udell, uno degli autori principali – e se confermati su popolazioni più grandi questi risultati dovrebbero costituire un incentivo alla vaccinazione, che è ancora troppo bassa». Anche se il meccanismo non è ancora stato spiegato, il legame tra influenza e malattie cardiovascolari era già stato trovato da uno studio pubblicato dalla rivista Lancet Infectious Diseases nel 2009. Dall’ analisi di 38 ricerche precedenti era emerso che fino a metà delle morti inaspettate causate dal virus sono proprio dovute a complicazioni cardiache. Eppure, nonostante tutte le evidenze scientifiche sul vantaggio dell’ immunizzazione contro l’ influenza, ancora fatichiamo a raggiungere gli obiettivi di copertura vaccinale antinfluenzale fissati dall’ Oms, dall’ Unione europea e dal ministero della Salute: siamo fermi a una copertura del 17,2% della popolazione mentre nelle categorie a rischio, come gli anziani, a fronte del livello minimo del 75% di copertura ci fermiamo appena al 60%. Le nazioni con i migliori risultati sono la Gran Bretagna (78%) e Paesi Bassi (82%). Contro il timore che i problemi con alcuni lotti di vaccino della Novartis e della ditta olandese Crucell possano influenzare negativamente la campagna vaccinale, il ministro della Salute, Renato Balduzzi, si è espresso con forza in occasione del Congresso di Montesilvano di Federanziani. «In forza delle informazioni di cui dispongo in questo momento, dico serenamente agli italiani e, soprattutto, ai medici di famiglia, che non c’ è nessuna ragione per non comportarsi anche quest’ anno come negli anni scorsi. Il vaccino – ha spiegato il ministro – è utile, è importante, serve a evitare malattie, complicazioni e, in molti casi, anche la morte». Intanto, il Codacons sta studiando la prima causa risarcitoria per danni dai vaccini ritirati dell’ azienda farmaceutica Novartis. L’ associazione sta infatti assistendo due coniugi i quali hanno subìto la somministrazione di uno dei vaccini bloccati da ministero e Aifa. In data 23 ottobre, spiega il Codacons in una nota, la coppia «residente a Rozzano, denuncia: sono state acquistate in una farmacia del paese due dosi di vaccino antinfluenzale Agrippal prodotte dalla Novartis; un’ ora dopo il medico di famiglia provvedeva ad iniettare il prodotto. Il giorno seguente la coppia apprende dalla televisione del blocco imposto dal ministero della Salute e dall’ Aifa proprio al vaccino da loro acquistato e utilizzato. Facile immaginare la paura e lo stato d’ ansia causato dalla notizia, e il timore di possibili ripercussioni sul piano della salute».

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this