15 Febbraio 2019

«La Cam Com non è affatto in dissesto»

il presidente agen: «la posta è quella degli aeroporti che fanno gola alla politica non sana»
«Le richieste di commissariamento che si sono accompagnate alla notizia, assolutamente errata del default, sono dettate da interessi multipli e la posta in gioco è indubbiamente quella degli aeroporti Sac e Soaco di Comiso che fanno gola alla politica non sana». Lo ha detto ieri, nel corso di una conferenza stampa il presidente della Camera di commercio Sud est Sicilia, Piero Agen che, con accanto il vice presidente Salvo Politino e il vice segretario generale Vito D’ Antona, che ha smentito con forza le notizie diffuse a mezzo stampa secondo le quali l’ ente camerale sarebbe vicino al fallimento.«La Camera di Commercio del Sud est Sicilia non ha mai annunciato, né deliberato, il dissesto finanziario dell’ Ente – si legge in una nota stampa dello stesso ente camerale -. Tecnicamente non avrebbe potuto farlo. Non esiste alcun problema di cassa in considerazione del deposito di oltre 70 milioni di euro. La Camera vanta inoltre un tempo di pagamento delle fatture di 6,46 giorni di anticipo rispetto alla data di scadenza che è di 30 giorni. Al netto delle pensioni il bilancio chiude dunque con un utile di circa 4 milioni all’ anno. Semmai, anche nel caso della Camera siciliana orientale, gli amministratori fanno i conti con gli squilibri strutturali nei bilanci causati dalla riduzione del diritto annuale applicata a partire dal 2017. E ciò soprattutto per fare fronte al problema del pagamento delle pensioni; un disagio tutto siciliano».«L’ aver messo per scelta di correttezza le voci pensioni e accantonamenti nel bilancio – ha aggiunto Agen nell’ incontro con la stampa – ci ha esposto a speculazioni alle quali risponderemo».«La Camera inoltre – continua la nota stampa della cam com – ha fatto ricorso alla Legge 27 dicembre 2017, n. 245, che prevede la possibilità per gli enti camerali, i cui bilanci presentano squilibri strutturali, di adottare piani pluriennali di riequilibrio, nei quali si può prevedere l’ incremento fino al 50% della misura del diritto annuale. Il Ministero dello Sviluppo Economico, come è noto, ha inoltre autorizzato la Camere siciliane, con decreto del 21 dicembre 2018, alla richiesta di maggiorazione. Le Camere, a causa della intervenuta riduzione del 50% del diritto annuale a partire dal 2017 ed a fronte del pagamento delle pensioni (anomalia del sistema camerale siciliano), manifestano perciò nei propri bilanci una situazione di squilibrio strutturale. L’ afflusso di tali maggiori risorse ridurrà notevolmente i fattori di squilibrio presenti, mentre altre strategie di lungo periodo potranno avviarsi, appunto, per la soluzione del problema pensionistico attraverso l’ Inps». «Abbiamo già ricevuto parecchie telefonate allarmate da istituti bancari e da media nazionali di settore – ha proseguito il presidente -. Abbiamo dunque subito un danno. Ma la verità è che stiamo lavorando in sintonia sia con il presidente della Regione, Musumeci, che con il sindaco di Catania, e dunque con gli enti soci. Si va verso la privatizzazione, per scelta consapevole, vendendo circa il 70%, abbiamo incontrato players di caratura mondiale, e se fossimo in default non potremmo neppure procedere. La Camera di commercio di Catania è invece la più sana in assoluto. Non lo dico io, lo dicono i numeri».Per Agen, ciò che induce all’ errore nella lettura dei bilanci camerali – e in questo caso ha risposto direttamente al Codacons che aveva denunciato in una nota stampa le anomalie del bilancio – risiede proprio nella soluzione del problema pensioni. «Che invece è proprio quello che stiamo applicando, e cioè versare dai 6 ai 7 milioni annui su un fondo di un istituto che possa erogare i vitalizi. La Regione Siciliana ha già accolto la nostra richiesta, così come il ministero che ha indicato nell’ Inps la sede istituzionale più adatta per avviare l’ operazione. Ci vorranno vent’ anni per frazionare il fondo, ma avremmo risolto il problema ed evitato che l’ ente a medio termine possa entrare in sofferenza. A quel punto chiuderemo con non meno di 5 milioni di utili all’ anno». «Il disavanzo di 7,5 mln in realtà nmon è un disavanzo. Se c’ è un fondo pensioni le pensioni dovrebbe pagarle il fondo e invece lo stiamo pagando noi noi come Camera perché vogliamo farlo crescere. Per qudesto noi abbiamo voluto fare una operazione trasparenza».La notizia del possibile dissesto porta la firma del Codacons che giorni in un anota stampa in cui il presidente del movimento, Francesco Petrone, ha asserito che «il consiglio della Cam com ha approvato il bilancio 2019 annunciando il dissesto economico-finanziario». Il Codacons ha fatto riferimento anche alla relazione sul preventivo 2019 (pubblicato sul sito del movimento consumatori) in cui alla pagina 4 c’ è scritto che «Occorre avere la consapevolezza che con il quadro delineato caratterizzato dalla drastica riduzione delle risorse non è più possibile non solo il pareggio di bilancio, ma neanche l’ equilibrio economico patrimoniale, salvo decidere la dismissione di parte del patrimonio, dagli immobili alle partecipazioni». E a seguire, a pagina 5, si legge: «In assenza di entrate straordinarie l’ equilibrio economico patrimoniale dell’ ente è destinato ad essere compromesso. Soltanto la soluzione del problema della quiescenza del personale, la parziale cessione di quote a favore dei soggetti privati delle azioni detenute dalla camera nella società di gestione dell’ aeroporto di Catania, unitamente alla recente autorizzazione ministeriale, potranno dare un margine di ragionevole serenità economica…».In merito alla conferenza stampa della Cam-Com il «Comitato Vussia» in una nota spiega che «I revisori dei conti della Camera commercio hanno dichiarato che la Camera non è in equilibrio e pertanto il presidente deve a loro ed eventualmente alla Corte dei conti una risposta».Giuseppe Bonaccorsi.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this