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6 Aprile 2013

«LA CADUTA è stata occasionata da un’ anomalia presente sul manto stradale presso un tombino, …

«LA CADUTA è stata occasionata da un’ anomalia presente sul manto stradale presso un tombino, …

«LA CADUTA è stata occasionata da un’ anomalia presente sul manto stradale presso un tombino, tanto più insidiosa perché, non esistendo marciapiede e trovandosi nei pressi di una curva stretta e a gomito, il pericolo si presentava insidioso ed occulto. Gli avvallamenti, le buche e gli ostacoli atipici sono pericoli occulti per la loro oggettiva invisibilità e per la conseguente imprevedibilità. In gergo, vengono definiti ?insidie? o ?trabocchetti?. Con la sentenza 7035 del 29 novembre 2011, la Corte di Cassazione ha individuato, quali responsabili di una caduta, sia l’ azienda idrica che il Comune, come già avvenuto in passato: se si verifica un incidente per il dislivello stradale non segnalato intorno a un tombino, devono pagare i danni sia il Comune che l’ azienda idrica, in solido tra loro. ENTRAMBI, in quanto custodi della corretta manutenzione della rete viaria, devono provvedere a mantenere le strade e le pertinenze in perfetta efficienza. Laddove ciò non avvenisse, l’ ente proprietario della strada e l’ azienda idrica attuano una rilevante condotta omissiva, cui consegue il risarcimento dei danni al pedone infortunato. ESISTE anche una responsabilità in capo alla pubblica amministrazione per non aver adeguatamente segnalato (mediante cartellonistica) il pericolo. Sia la pubblica amministrazione che l’ azienda idrica rispondono per la caduta in quanto esiste la norma primaria del neminem laedere (non recare danno ad altri), anche perché l’ utente della strada confida in un’ apparente e regolare transitabilità della strada. ALLO STESSO TEMPO, però, il cittadino deve avere la ?autoresponsabilità nell’ utilizzo del bene demaniale? e, quindi, deve adottare ogni cautela possibile, adoperando l’ ordinaria diligenza. Ma (come sembra in questo caso) se l’ avvallamento era oggettivamente invisibile e, quindi, imprevedibile, la responsabilità è dell’ ente proprietario della strada e dell’ azienda idrica. Per far valere i suoi diritti (in caso di diniego sia dell’ ente proprietario del manto stradale sia dell’ azienda idrica) dovrà rivolgersi ad un avvocato e farsi valere in sede giudiziaria, ove verrà risarcita del danno subito e delle spese sostenute». Silvia Bartolini Presidente Codacons Toscana.
 

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