8 Maggio 2018

La caduta fatale della motociclista omicidio colposo e strada ai raggi X

Un militare in auto ha visto Elena sbalzata dal mezzo sull’ Ostiense per una delle radici che deformano l’ asfalto Il fascicolo è stato iscritto per omicidio colposo. La procura indaga sulla morte di Elena Aubry, romana di 26 anni, morta domenica mattina mentre a bordo della sua moto Honda, stava percorrendo la via Ostiense. La ragazza era all’ altezza del Cineland di Ostia quando è stata sbalzata dalla moto e si è schiantata contro il guard rail, perdendo il casco. Quando sono arrivati i soccorsi, per la ragazza era troppo tardi: il trama cranico e una serie di lesioni interne sono state fatali. La giovane è morta sul colpo. Ora sono in corso una serie di accertamenti sulle cause dell’ incidente, ma una sembra farsi strada fra tutte: Elena ha fatto tutto da sola e in quel tratto il manto stradale è completamente dissestato per via delle radici degli alberi. Cosa che sarebbe confermata anche dalle parole dell’ unico testimone che ha assistito allo schianto, un carabiniere che viaggiava su quella stessa strada e che ha assistito a tutto. Il militare avrebbe confermato che a causare l’ incidente mortale è stata la perdita di aderenza al terreno della moto sulla quale viaggiava la 25enne. Ma i rilievi sono ancora in corso, anche se non sembra che la ragazza stesse andando veloce. Per questo, però, il pubblico ministero Laura Condemi ha disposto l’ acquisizione di una serie di video. Sia quelli degli operatori che domenica hanno filmato quel pezzo di via Ostiense, sia quelli di eventuali telecamere in zona che potrebbero aiutare a chiarire la dinamica. Intanto è stata affidata la delega per l’ autopsia all’ istituto di medicina legale dell’ Università di Tor Vergata per capire cosa abbia causato la morte di Elena. E, nei prossimi giorni, il magistrato affiderà altri incarichi tecnici proprio per capire se e come il dissesto dell’ asfalto abbia inciso. Il fascicolo è, al momento, contro ignoti, ma si valutano le eventuali responsabilità di chi aveva il dovere di manutenere quel tratto di strada che, questo sembra essere evidente dalle foto e dai filmati pubblicati su giornali e siti internet, era in uno stato di degrado. E quindi di pericolo, soprattutto per chi viaggia sulle due ruote. L’ inchiesta è ancora agli inizi, ma non è escluso che il Campidoglio e gli eventuali assegnatari dell’ appalto possano finire nel mirino dei pm. Va detto che in quel tratto è segnalato il pericolo dossi e il limite di velocità ai 50km orari, ma potrebbe non essere sufficiente ad escludere responsabilità dell’ amministrazione. Anche il Codacons ha chiesto di indagare sull’ incidente di via Ostiense. « Da mesi denunciamo la grave situazione di degrado e di dissesto del manto stradale del X municipio che costituisce un evidente pericolo per l’ incolumità di automobilisti, motociclisti e pedoni – afferma il vicepresidente del Codacons, Giovanni Pignoloni- A fronte delle nostre denunce poco o nulla è stato fatto per garantire la sicurezza stradale; per tale motivo vogliamo che ora la procura accerti le cause del tragico incidente di ieri e se lo schianto sia stato causato dallo stato disastroso dell’ asfalto». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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