5 Novembre 2012

La burocrazia costa 26 miliardi l’ anno

La burocrazia costa 26 miliardi l’ anno

Ci sono settori che non sono stati toccati dalla crisi. Come quello funerario che ha visto in tre anni lievitare i prezzi del 15,7%. Secondo un’ indagine del Codacons, mediamente un funerale in Italia costa 4.050 euro, cifra che scende del 25-30% se ci si rivolge ai servizi comunali. Ecco perchè da qualche anno stanno prendendo piede funerali low cost, che limitando al massimo le spese riescono a costare meno di 1.500 euro, e le cremazioni per le quali si spendono dai 230 ai 578 euro. EURO O NO. L’ uscita dall’ euro della Grecia causerebbe una perdita alla Germania di 164 miliardi, pari a 14.300 euro pro-capite dal 2013 al 2020, ovvero 1.790 euro l’ anno. È quanto risulta da un rapporto della Fondazione Bertelsmann sui costi per la Germania di un’ eventuale uscita della Grecia dalla moneta unica. Inoltre, a seguito dell’ eventuale Grexit «il mercato potrebbe perdere fiducia anche nel Portogallo, nella Spagna e nell’ Italia, con conseguente bancarotta anche in questi Paesi». Il tanto temuto effetto contagio, infatti, costerebbe all’ economia mondiale, da qui al 2020, ben 17 mila miliardi in termini di mancata crescita. Mentre la sola Germania perderebbe 1.707 miliardi. Questo rapporto ha così convertito perfino i bavaresi, che per la prima volta hanno aperto alla possibilità di nuovi aiuti alla Grecia. BUROCRAZIA. Tra i Paesi più industrializzati solo l’ Italia presenta il record negativo della burocrazia che costa alle Pmi 26,5 miliardi all’ anno. L’ allarme è lanciato da Cgia Mestre che ha analizzato il costo della burocrazia che incombe sul mondo delle Pmi italiane (imprese con meno di 250 addetti). Ogni azienda deve farsi carico ogni anno di circa 6.000 euro. L’ area che presenta i maggiori costi è quella del lavoro: per gli adempimenti di questo settore, le Pmi spendono quasi 7 miliardi anno. SCOMMESSE. Crisi anche per i giocatori. Nel 2003 la raccolta delle scommesse sportive era poco meno di 4,6 miliardi, cinque anni dopo, nel 2008, aveva raggiunto la cifra record di 6,4 miliardi. Secondo le proiezioni quest’ anno le aziende di scommesse faranno fatica a raggiungere i 4,6 miliardi, la stessa cifra di dieci anni fa. Sarà per la crisi, oppure per ravvedimento, ma i giocatori spendono sempre meno per scommettere. Nel 2003 dilapidavano mediamente 1.400 euro ciascuno ogni 12 mesi, quest’ anno la media si attesterà attorno ai 900 euro. RICICLO. Sono diminuiti del 4,3% i rifiuti urbani prodotti in Veneto nel 2011, ma il totale resta immenso: oltre 2 milioni 305 mila tonnellate, o anche 465 kg pro capite l’ anno. La flessione è peraltro attribuibile alla crisi economica. I dati sulla gestione dei rifiuti, forniti dall’ Osservatorio regionale, evidenziano l’ alta percentuale di differenziata, il 60,5% del totale, con punte dell’ 80% nei comuni più virtuosi. Tutte le province venete hanno già raggiunto l’ obiettivo del 50%. CAPITALI. L’ intensificarsi della crisi dell’ Eurozona «si è manifestata nella fuga di capitali dalla periferia verso il resto della zona euro a un passo solitamente associato a crisi valutarie». E quanto si legge nel Global Financial Stability Report, pubblicato dal Fondo monetario internazionale. Spagna e Italia, nei 12 mesi tra giugno 2011 e giugno 2012, hanno visto defluire massicce quantità di capitali. Capitali non provenienti solo da evasione fiscale, ma da risparmiatori che vogliono proteggere i loro gruzzoli. In particolare, si legge nel documento, «la fuga di capitali dalla Spagna è stata pari a 296 miliardi di euro, il 27% del Pil del 2011, e quella dall’ Italia è stata pari a 235 miliardi di euro, il 15% del Pil». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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