Dopo la bufera, il rischio ghiaccio
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fonte:
- Libero
GIORDANO TEDOLDI Scendono le temperature, piove, nevica, le linee ferroviarie si ghiacciano, e il pendolare scopre di non essere un lavoratore come tutti gli altri ma uno schiavo delle compagnie dei trasporti. Infatti, se capita che queste si siano organizzate a fronteggiare il gelo (un fenomeno che, misteriosamente, al nord ancora è considerato un’ emergenza) allora arriveranno in orario in ufficio come i loro colleghi “normali”. Se no, com’ è accaduto in Liguria ieri, e probabilmente ancora oggi con la Protezione civile che segnala un’ allerta arancione, che comporta «diffuse interruzioni della viabilità», la circolazione ferroviaria si arresta, e il pendolare è costretto a tornarsene a casa con un danno per sé, per la sua azienda, e per i clienti delle aziende. Ma anche chi viaggia in autostrada ieri non se l’ è passata bene: bloccata per ore l’ Autosole da Milano a Sasso Marconi, chiusi gli snodi della A1, A13, A14 ed il raccordo A1-A14 Bologna-Casalecchio fino a mezzogiorno. E non sono mancate le vittime: due le persone morte per incidenti. Tornando ai treni, per dare un’ idea del blocco, un comunicato del Codacons parla di «migliaia di pendolari» fermi per via dell’ interruzione di numerose linee regionali, tra cui la Genova-Milano, Genova-Torino, Genova-Savona e Parma-La Spezia. Bloccata anche la linea tra Genova e il Levante. In breve, il capoluogo ligure è rimasto isolato, non ci si poteva né arrivare né uscirne. Questo perché, quasi fosse un evento eccezionale, d’ inverno fa freddo, e c’ è il gelicidio, cioè la pioggia che appena caduta si ghiaccia. Ed ecco quindi il caos, le emergenze, le paralisi dei trasporti, e migliaia di lavoratori, evidentemente di serie B perché non hanno avuto la fortuna di trovare il lavoro dietro casa, devono pagare con enormi ritardi o la totale assenza dal posto di lavoro. DISAGI INGIUSTIFICATI Carlo Rienzi, presidente Codacons, sostiene che i disagi sono del tutto ingiustificati «dal momento che il maltempo e le basse temperature erano previste da giorni». E annuncia un esposto alle Procure della Liguria, affinché verifichino le responsabilità del gestore ferroviario relativamente all’ ipotesi di interruzione di pubblico servizio. Vengono chiesti anche risarcimenti per i pendolari con indennizzi da parte di Trenitalia. Al Codacons si è aggiunto il comitato pendolari del Levante ligure e della tratta Genova-Milano, quest’ ultimi con un comunicato secco come una dichiarazione di guerra: «Al gelo centinaia di pendolari. Linea interrotta per gelicidio. Partita denuncia a RFI per interruzione di pubblico servizio. Questa volta pagheranno caro pagheranno tutto». Qualcuno penserà che i toni sono troppo alti, ma probabilmente questo qualcuno non è un pendolare. Cioè non è qualcuno che, all’ arrivo dell’ inverno, ogni anno, pur vivendo in Italia e non in Lapponia, sa che perderà un mucchio di tempo, di energie, e di ore lavorative perché i gestori dei trasporti non sono ancora attrezzati a condurlo da casa sua al luogo di lavoro quando le temperature sono attorno allo zero. E questo nonostante le consuete raccomandazioni, non appena si profila il maltempo, a rinunciare ai mezzi privati e ad affidarsi a quelli pubblici. Che poi però rimangono piantati nel ghiaccio perché, per le compagnie dei trasporti, la meteorologia è una scienza teorica, serve solo a visualizzare dei simpatici simboli come le nuvolette o il fiocco di neve sullo smartphone, e tutti quei colonnelli dell’ aeronautica che, con ampio anticipo, ci avvisano che gelerà, sono dei buontemponi che rubano lo stipendio e che non ci azzeccano mai. E invece, se le previsioni fossero prese sul serio, e le opportune contromisure messe in pratica – ad esempio organizzando un adeguato servizio di navette su strada, in attesa che il ghiaccio sulle linee elettriche venga rimosso, e sempre che i gestori autostradali concedano la grazia della viabilità – magari i disagi sarebbero minori. NORD EUROPA Del resto, di fronte alle giustificazioni che sempre presentano le compagnie di trasporti, ci domandiamo: ma i paesi del nord Europa, quando arriva l’ inverno come fanno? Non ce li hanno loro i pendolari? E come gli consentono di spostarsi se, ogni volta che c’ è maltempo, sembra che la paralisi sia un cataclisma ineluttabile? Il governatore della Liguria, Toti, ha detto che occorrerebbe un investimento strutturale. Ecco, si può fare: d’ inverno, al nord, non è inevitabile gelarsi in stazione. riproduzione riservata
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