La Bonino chiede il blocco dell`import
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fonte:
- Il Piccolo
Scandalo Mattel, l`Ue potrebbe porre il bando sui giocattoli cinesi
Il blocco delle importazioni è “una misura che è in possesso della Commissione europea, che l`ha già messa in campo più di una volta“. Per un`eventuale provvedimento sui giocattoli importati dalla Cina, quindi, la strada è già tracciata e si tratta solo di mettere insieme un “dossier ben solido“. L`ha spiegato il ministro del Commercio estero e delle politiche europee ed ex commissario europeo Emma Bonino, non escludendo l`ipotesi avanzata giovedì da Bruxelles di arrivare al bando dell`import dei giochi “made in Cina“. E mentre su questo l`Europa attende dai Paesi membri di ricevere segnalazioni per avere un quadro completo, in Italia i consumatori hanno avviato la prima causa di risarcimento contro la multinazionale del giocattolo Mattel. Dopo il secondo richiamo di giocattoli deciso martedì dal colosso statunitense Mattel, giovedì la portavoce della Commissione Ue ha fatto sapere che “è possibile che si arrivi al bando dell`import di giocattoli dalla Cina“ se la sicurezza dei bambini continuerà a non essere garantita. Il blocco delle importazioni “è già stato adottato più di una volta dall`Unione europea“ ha detto ieri Bonino, ricordando i casi “dei pistacchi iraniani e delle patate che venivano dall`Egitto“. Al momento “Bruxelles ha già inviato un`informativa – in merito a questi giochi – ai Paesi membri“ ha aggiunto l`ex commissario, puntualizzando che “prima di prendere un simile provvedimento, è necessario mettere insieme un dossier ben solido, con un buon rapporto di proporzionalità“, che può essere elaborato “solo con l`arrivo dei riscontri dai Paesi membri“. E per ora, aveva precisato giovedì la portavoce dell`esecutivo Ue, a Bruxelles non sono giunte segnalazioni d`incidenti. L`Ue importa più dell`80% dei suoi giocattoli dalla Cina e nel settembre scorso la Commissione ha siglato con il Paese asiatico un accordo per garantire la sicurezza dei giocattoli importati nell`Ue (la metà dei prodotti di consumo pericolosi nell`Ue, in particolare giocattoli, provengono dalla Cina). La Cina “ha ancora davanti una strada lunga“, ha osservato sempre Bonino in un`intervista. “Ma dobbiamo stare attenti a isolare le responsabilità delle multinazionali quando delocalizzano“ ha aggiunto: la responsabilità dei giochi con i magneti, non è della manifattura cinese, “quanto degli ingegneri americani che li hanno disegnati“. Tuttavia, dopo i due richiami della Mattel, in Cina decine d`imprese hanno fatto sapere che saranno costrette a chiudere i battenti. In Italia, intanto, la Guardia di finanza ha sequestrato in provincia di Novara quasi 75 mila giocattoli tossici della Mattel in un magazzino di Oleggio Castello, dove la multinazionale aveva sede fino a pochi mesi fa. E mentre Mattel Italia ha scelto di pubblicare un avviso a pagamento sui quotidiani per avvisare i consumatori del richiamo volontario dei giocattoli, il Codacons ha annunciato la prima causa pilota contro la Mattel per “risarcire una mamma di 44 anni preoccupata per le possibili conseguenze sulla sua bambina di 5 anni, Sara, che ha giocato fino a ieri con una Barbie“. “Mi sono sentita presa in giro – spiega la signora Luciana al telefono -. Sono sempre stata attenta a comprare per mia figlia dei giocattoli di marche sicure e non quelli che si trovano sulle bancarelle, anche se questi costavano molto di meno. È scandaloso che li facciano pagare cari, perchè sono cari, e si venga a sapere che sono prodotti con colori tossici e non son rispettate le norme di sicurezza. Quanto ai danni, ho dato mandato al Codacons e sarà l`associazione a quantificare la richiesta“.
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