14 Aprile 2009

La bolletta dei rifiuti? E’ una tassa e perciò niente Iva

 L’associazione Codacons, forte di una sentenza della Cassazione, invita ad agire

 
MERANO. Non buttare i soldi nell’immondizia! Un sogno che potrebbe diventare piacevole realtà, turbando i sonni dei responsabili della Municipalizzata e del Comune.  A dare retta all’associazione consumatori Codacons ed a una sentenza della Corte di Cassazione, infatti, si può recuperare l’Iva (10%) richiesta in aggiunta alla tassa rifiuti. Già, perché il trucco sta tutto e solo in quella distinzione che corre fra "tariffa" e "tassa". Mentre i nostri amministratori parlano di tariffa, i giudici considerano il balzello come una tassa. La Corte di cassazione, in linea con l’orientamento comunitario europeo, ha stabilito che il corrispettivo che i cittadini devono pagare per la raccolta e smaltimento dei rifiuti è una tassa e non una tariffa: la "tassa igiene urbana" (Tia), mantiene infatti la natura pubblicistica propria della vecchia Tassa per lo smaltimento rifiuti urbani (Tarsu).  «Fosse una tariffa- sostengono al Codacons – l’Iva sarebbe applicabile, ma essendo una tassa ciò è illegittimo». Facile a dirsi, meno a farsi: bisogna avviare un contenzioso con le commissioni tributarie, avere le bollette e le ricevute di pagamento e ricostruire l’iter degli ultimi dieci anni, gli unici contestabili.  Oppure agire con il Codacons. E buona fortuna!
 

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