La benzina traina l’ inflazione
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fonte:
- Giornale di Brescia
ROMAL’ inflazione a marzo sale al 2,5%. L’ Istat certifica così il quinto aumento consecutivo, con i prezzi che continuano a essere trascinati dai rincari dei carburanti (la sola benzina aumenta del 12,7%), e di tutte le altre spese quotidiane, compresi, quindi, i prodotti alimentari. La fiammata interessa tutto il Vecchio Continente. Eurostat segna, infatti, un rialzo del 2,7% per l’ Eurozona. Un dato rivisto in crescita rispetto alle stime. Insomma, la risalita dei prezzi non dà, per ora, nessun segnale di decelerazione. Nella Penisola, il tasso si conferma al +2,5%, dal +2,4% di febbraio, il valore più alto dal novembre del 2008. La spinta arriva dai carburanti: oltre alla verde, registra aumenti a doppia cifra anche il gasolio (+18,5%) e, tra gli alimentari, la frutta fresca sale del 5,3%. Altri rialzi stagionali arrivano per i prodotti tipici del periodo vacanziero, che si avvicina, con i pacchetti per le villeggiature in netta crescita (+4%). Complessivamente, il gruppo di beni acquistati con maggiore frequenza, la lista della spesa quotidiana, è rincarato del 3,2%; un tasso ben superiore a quello medio nazionale. Stesso andamento in Europa. L’ ufficio di statistica di Bruxelles ha alzato il tasso d’ inflazione per l’ Eurozona al 2,7%, rispetto alle stime che lo davano al 2,6%, in forte accelerazione sul 2,4% del mese precedente. L’ indice calcolato da Eurostat (Ipca), che tiene conto anche delle riduzioni temporanee di prezzo, è stato rivisto al rialzo anche per l’ Italia (al +2,8% dal +2,6%). L’ Istat ha anche diffuso i dati sul commercio estero, che segna una contrazione, con export (-1,4%) e import (-0,4%) che calano su base mensile. Una discesa in contemporanea di entrambi i flussi non si vedeva dall’ agosto del 2009. Tornando all’ inflazione, i consumatori commentano con preoccupazione il rialzo di marzo, prospettando pesanti stangate per le famiglie a fine 2011 (1.897 euro per Federconsumatori e 1.240 per il Codacons). Mentre le associazioni degli agricoltori, Coldiretti e Cia, fanno notare come l’ incremento dei prezzi degli alimentari risenta dei rialzi sulle materie prime.
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