8 Marzo 2011

La benzina straccia un altro record

La benzina straccia un altro record
 

Il prezzo del petrolio è ancora molto lontano dal record del 2008, mancano quasi 42 dollari per arrivarci, e invece la benzina in Italia (chissà perché?) in data di ieri ha già superato il massimo storico del luglio di tre anni fa. E’ uno dei tanti misteri del mercato petrolifero. Le cifre dicono che il greggio nel 2008 arrivò al top con 147,27 dollari al barile contro i 105,44 della chiusura di ieri per il Wti americano. Per arrivare a 147 ne corre un bel po’ , eppure ieri la Esso ha superato con 1,568 euro al litro il record di tre anni fa (che era di 1,560 euro) e tutte le altre compagnie la seguono a un’ incollatura. E questo vale per i prezzi «consigliati», ma in certe zone d’ Italia, soprattutto al Sud, con le addizionali regionali si sale già sopra 1,6 euro. Dopo lo strappo dell’ Eni giovedì scorso (+1 centesimo al litro su benzina e gasolio) ieri c’ è stata la corsa al rincaro di svariate compagnie, cioè la stessa Esso (+0,5 centesimi sulla verde a 1,568 euro/litro e gasolio a 1,458), Tamoil (+1 centesimo con benzina a 1,445 euro/litro e gasolio a 1,447) e TotalErg (+1 centesimo sulla benzina a 1,560 euro/ litro e +2 centesimi sul gasolio a 1,462). I prezzi medi calcolati dalla Staffetta Quotidiana salgono così a 1,561 euro/litro per la verde e a 1,457 euro/litro per il diesel. A livello geografico, le punte massime si registrano come al solito in Campania per quanto riguarda la benzina (1,616 euro/litro) e in Sicilia per quanto riguarda il gasolio (1,497 euro/litro). L’ Unione petrolifera, che federa le compagnie italiane, ammette che «oggi in termini nominali i prezzi dei carburanti sono tornati sui livelli del 2008 anche se i prezzi del greggio e dei prodotti raffinati risultano molto inferiori», ma richiama l’ attenzione sul deprezzamento dell’ euro rispetto al dollaro che nel 2008 era intorno a 1,59 rispetto agli 1,39 odierni (-12,6%). Tale debolezza dell’ euro, secondo i calcoli dei petrolieri, pesa sui prezzi odierni per 6,7 centesimi euro/ litro in più rispetto ai picchi di luglio 2008, «pertanto il confronto con allora non può prescindere da questa considerazione». Le associazioni dei consumatori che aderiscono alla federazione Casper non ritengono adeguata questa spiegazione, denunciano la speculazione e valutano che l’ aumento del prezzo dei carburanti ricadrà sulle famiglie italiane con una stangata da 1.205 euro su base annua, di cui 300 addebitabili al caro-benzina diretto e 915 all’ inflazione dovuta al fatto che quasi tutte le merci si trasportano, in una fase o l’ altra delle loro vita, su mezzi spinti a benzina o gasolio e questo extra costo si scarica alla fine sui consumatori. Le organizzazioni chiedono al governo di «bloccare le tariffe energetiche per tutto il 2011, disporre un taglio delle accise sulla benzina non inferiore a 5 centesimi di euro al litro, e introdurre un meccanismo di sterilizzazione degli aumenti dei prezzi dei carburanti». L’ Adoc avverte che «se non si ordina uno stop la benzina raggiungerà 1,70 euro al litro entro i prossimi due mesi». La crisi in Nord Africa e Medio Oriente sospinge i prezzi del petrolio e anche quelli dei metalli preziosi. Se ieri il greggio Wti americano ha chiuso a 105,44 dollari al barile (e il Brent che fa da riferimento in Europa a 116,50 dopo aver toccato 118,12) l’ oro ha fissato i nuovi record di 1.445,70 dollari l’ oncia a New York e di 1.444,95 dollari a Londra e l’ argento è salito ai massimi da 31 anni (36,5375 dollari). Quanto ai cambi fra le valute, ieri l’ euro ha aggiornato i massimi da quattro mesi contro il dollaro a 1,4036 per poi regredire e chiudere sui livelli della scorsa settimana a 1,3963 dollari. I petrolieri: «Bisogna tenere conto anche del cambio». Al Sud la media è già a 1,616 Oro mai così caro (1.445,70 dollari l’ oncia) e argento al top da trentun anni.

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