3 Gennaio 2012

La benzina sfiora 1,8 euro al litro 

La benzina sfiora 1,8 euro al litro  Carburanti. vale un centesimo l’ impatto su scala nazionale delle addizionali di marche, toscana, umbria, lazio e liguria
 

  
MILANO La nuova spina nel fianco degli automobilisti italiani si chiama addizionale regionale sulle accise, che da ieri ha fatto impennare il prezzo del carburante portandolo a picchi di 1,738 euro al litro per la verde. E non c’ è "pompa bianca" che tenga e persino gli utenti più tecnologici, che si affidano all’ oracolo iPhone e alle sue "app" per scovare il distributore più a buon mercato, dovranno rassegnarsi a sborsare quasi 200 euro in più all’ anno per il pieno, almeno stando ai calcoli delle associazioni dei consumatori. La mappa dei rincari parla chiaro: Marche e Toscana guidano la classifica con un aumento dell’ imposizione fiscale sulla benzina rispettivamente di 5,58 e di 5 centesimi al litro, seguite da Umbria (4 cent), Lazio (2,58 cent) e Liguria (2,42 centesimi). L’ impatto sui prezzi praticati sul territorio ha quindi fatto schizzare il prezzo del carburante a punte non lontano da 1,8 euro al litro, come rileva Quotidiano Energia, in particolare al Centro e al Sud, dove è più forte l’ effetto addizionali. E quello che impatta sono proprio le decisioni prese a livello regionale vista la sostanziale stasi del diesel (non toccato dalle nuove aliquote), ancora fermo, si fa per dire, a quota 1,7 euro/litro. Le Regioni colpite dagli aumenti rappresentano così circa un quarto dei consumi nazionali di benzina e la ricaduta sulle medie nazionali è pari a un rialzo di circa un centesimo al litro. Secondo Staffetta Quotidiana la benzina tocca quindi una media nazionale di 1,73 euro al litro, mentre i prezzi internazionali risultano poco mossi e quelli alla pompa paiono praticamente fermi. Nelle Marche i prezzi medi della verde superavano ieri quota 1,8 euro al litro, mentre punte massime sopra 1,8 si sono registrate in Liguria e in Toscana. Nel Lazio la media dei prezzi si è attestata a 1,758 euro al litro, con massime a 1,776 euro. Venerdì i prezzi internazionali dei prodotti avevano messo a segno lievi variazioni: benzina a 938 dollari la tonnellata (+3 dollari), pari a 547 euro per mille litri (invariato), gasolio a 948 dollari la tonnellata (+1), pari a 619 euro per mille litri (-2). La media ponderata nazionale dei prezzi in modalità servito sale di un cent al litro a 1,727 euro al litro, mentre quella del gasolio è ferma a 1,697 euro. A livello economico le ricadute dell’ aumento dei prezzi della benzina per gli automobilisti «saranno drammatiche», spiegano in coro Adusbef e Federconsumatori, che calcolano un’ extra-spesa annuale per ogni italiano al volante, solo in termini diretti, pari 192 euro. Si tratta, affermano, di «un aumento incredibile, al quale vanno aggiunte le ricadute indirette (dovute all’ aumento dei costi di trasporto dei beni di largo consumo) pagate non solo dagli automobilisti ma indistintamente da tutti i cittadini». I prezzi risentiranno, poi, anche dell’ aumento delle tariffe autostradali, tanto che solo nel settore alimentare si avrà un impatto, secondo le associazioni, di +161 euro annui. «Per questo si rende sempre più urgente intervenire sul fronte dei carburanti, prima di tutto con l’ annullamento del nuovo aumento dell’ Iva, che avrà effetti disastrosi sul potere di acquisto delle famiglie – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori e Adusbef. – Inoltre bisogna agire in maniera determinata sul versante delle liberalizzazioni anche in questo settore, aprendo la vendita alla grande distribuzione con importanti effetti in direzione di un controllo dei prezzi». Intanto Adoc, Codacons, Movimento difesa del cittadino e unione nazionale consumatori propongono uno sciopero dei consumi di carburante per il 5 e il 6 gennaio, e un tavolo presso il ministro dello Sviluppo Corrado Passera. «Il caro carburanti è dovuto ai cinque aumenti delle accise decisi irresponsabilmente dal governo Berlusconi prima – spiegano – e da quello Monti poi, ma non solo. Le compagnie petrolifere, infatti, continuano ad arrotondare gli incrementi delle imposte, aggiungendoci un ulteriore margine di profitto, senza dimenticare che prosegue il solito meccanismo della doppia velocità». Carburanti e autostrade più cari segnificano anche un aumento degli alimentare, tra l’ altro già in rialzo in maniera autonoma. Infatti con benzina, trasporti e logistica che incidono complessivamente per circa un terzo sui costi della frutta e verdura l’ effetto indiretto più evidente del record delle quotazioni dei carburanti è un aumento dei prezzi dei prodotti alimentari e delle bevande in vendita nei supermercati. È quanto sostiene la Coldiretti, spiegando che il nuovo record per la benzina contagerà la spesa dal campo alla tavola «in un Paese come l’ Italia dove l’ 86% dei trasporti commerciali avviene per strada». E solo nelle campagne – continua la Coldiretti – il caro gasolio ha provocato un aggravio di costi stimabile in 250 milioni di euro su base annua. © RIPRODUZIONE RISERVATA 

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