8 Dicembre 2010

La benzina senza freni fa il pieno di polemiche

I l prezzo dei carburanti continua a salire. Secondo le rilevazioni di ieri di Quotidiano Energia Ip, Shell e TotalErg hanno alzato i listini consigliati ai propri gestori: il risultato è che un litro di benzina in Italia costa in media 1,447 euro (contro gli 1,443 di lunedì) e un litro di gasolio è salito da 1,321 a 1,326 euro. I prezzi sono come sempre molto differenziati e queste medie sono solo indicative. Il ministero dello Sviluppo economico, ad esempio, nella rilevazione del 6 dicembre indica un prezzo medio della verde a 1,412 euro al litro e di 1,285 per il gasolio. Differenze di qualche millesimo che non smentiscono un fatto: i rialzi ci sono e, secondo gli ultimi dati a disposizione, si stanno verificando in tutta Europa. Per molti la colpa è dei petrolieri. Alla ‘ Festa della Famiglia’ il segretario dell’ Udc, Lorenzo Cesa, ha detto che le famiglie per andare in vacanze sono costrette a «pagare il ‘ pizzo’ alle compagnie petrolifere». Francesco Boccia, del Pd, ha accusato il governo di non fare niente e gli ha chiesto di «bloccare i prezzi», Giuliana Carlino, dell’ Idv, ha rilanciato queste accuse e ha parlato di listini «artatamente aumentati». Assieme ai partiti dell’ opposizione si muovono anche le associazioni dei consumatori riunite nel Casper – sigla che sta per ‘ Comitato contro le speculazioni e per il risparmio ‘ e include Adoc, Codacons, Mdc e Unc -: calcolano che il pieno costerà 2,3 euro in più e hanno presentato all’ Antitrust un esposto in merito all’ aumento dei prezzi dei carburanti. «Il nostro timore – spiegano – è che gli aumenti non abbiano molto a che vedere con le dinamiche e le quotazioni internazionali, ma siano il frutto di operazioni speculative, finalizzate ad ottenere ingiusti vantaggi economici sulle spalle dei cittadini che si metteranno in viaggio per l’ 8 dicembre». Difficile che il garante della Concorrenza possa dare loro risposte diverse da quelle ricavate dall’ indagine sul settore condotta a fine 2009. Il presidente Antonio Catricalà aveva dovuto concludere che, nonostante lui sospettasse che dietro il prezzo dei carburanti ci fosse qualcosa di anomalo, «i petrolieri riescono a produrre studi e ricerche che dimostrano il contrario». Più che studi e ricerche ieri l’ Unione Petrolifera ha citato le dinamiche dei prezzi a livello internazionale: nelle ultime due settimane il costo della benzina raffinata all’ ingrosso è aumentata di 6 centesimi al litro e sui prezzi finali l’ aumento è stato «di soli 3 centesimi». Quindi, sbotta il presidente Pasquale De Vita, «sono del tutto pretestuosi e fuorvianti gli attacchi di alcuni politici i quali dovrebbero informarsi prima di fare affermazioni di grande effetto mediatico ma prive di qualsiasi fondamento ». L’ analisi dell’ Up è anche quella di Stefano Saglia, sottosegretario allo Sviluppo economico con delega all’ Energia: i rincari «sono dovuti alla speculazione internazionale » contro la quale il governo sta studiando con l’ Autorità dell’ energia ??un modello per una Borsa europea dell’ oil». Saglia ha anche rassicurato sulle sorti riforma della distribuzione: «E’ pronta e sarà esaminata dal consiglio dei ministri dopo il voto di fiducia».

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