4 Aprile 2010

“La benzina? Può scendere di 5 centesimi”

ROMA- Mentre non si arresta la corsa al rialzo della benzina, ieri sulle autostrade ha toccato la punta di 1,46 euro al litro per la verde e 1,54 per quella super, Mister Prezzi interviene invitando il governo a procedere con la massima urgenza nell’ attuare la riforma del settore. «Non conosco nel dettaglio la proposta illustrata dal sottosegretario Stefano Saglia – avverte Roberto Sambuco, il garante per la sorveglianza dei prezzi – ma dalle anticipazioni che ho letto va nella giusta direzione, verso una liberalizzazione della filiera distributiva » . L’ importante, continua Sambuco, è che non si perda ulteriore tempo «ci sono troppe rendite di posizione da smantellare e se si procede con coraggio nell’ arco di un paio d’ anni gli automobilisti potranno avere un risparmio di 5 centesimi e oltre al litro». L’ iniziativa del Codacons, che ha presentato un esposto a 104 procure ipotizzando il reato di aggiotaggio, è una mossa comprensibile ma inutile. «Non servono i giudici, è più che sufficiente una riforma seria e vera che costringa tutti, dai gestori dei distributori di carburanti alle raffinerie, ad essere più efficienti in un mercato libero e concorrenziale e non bloccato da una miriade di piccoli vantaggi». Mister Prezzi, che dal giugno scorso siede sulla poltrona di «garante» nominato dal ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola, ha già affrontato la «grana» benzina nell’ agosto 2009. Da lì ha avviato una indagine conoscitiva che si è conclusa a dicembre con tanto di invio a governo e Parlamento di una serie di proposte. «Quello che mi sento di dire – spiega Sambuco – è che non esistono speculazioni macroscopiche, la verità è che tutta la filiera è inefficiente basta pensare che in Italia ci sono 24 mila distributori contro i 16mila in Germania e i 14 mila in Francia». Le proposte di Mister Prezzi, il cosiddetto "pacchetto-Sambuco", dovrebbero finire per essere sistematizzate – tutte o in parte- nel provvedimento che il sottosegretario Saglia, con la delega all’ energia, sta allestendo. I punti principali sono i seguenti: liberalizzare gli orari di apertura dei distributori che dovranno trasformarsi in una sorta di drugstore con offerta di prodotti non-oil molto ampia; facilitare l’ emissione di licenze commerciali seguendo standard moderni; introdurre incentivi per la chiusura e l’ accorpamento delle stazioni di servizio; cambiare il rapporto di lavoro tra compagnie petrolifere e i benzinai rafforzando la variabile retributiva che si basa sugli indici di produttività ; aumentare dovunque l’ installazione delle cosiddette "pompe bianche", cioè senza marchio, soprattutto nei supermercati; introdurre il blocco settimanale dei prezzi. Una delle maggiori difficoltà nell’ attuazione di questa rivoluzione finora è stata nel rapporto con le Regioni. Dopo le elezioni amministrative e lo spostamento verso l’ area di governo della maggioranza degli Enti locali, l’ operazione – almeno sulla carta – dovrebbe essere più agevole. «E’ una riforma complessa – afferma Sambuco – e ancora nessuno ci è riuscito, farla senza scontentare nessuno è impossibile, ma non ci sono alternative, bisogna procedere con coraggio e in tempi brevi».

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