La benzina più cara al Sud
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fonte:
- Corriere Adriatico
Calcolata una maggiore spesa di 120 euro all’anno, 5 euro ogni pieno
Roma I prezzi dei carburanti sono sempre più differenziati tra Nord e Sud del Paese, con uno stacco che arriva fino a 10 centesimi al litro. E’ quanto emerge dalle rilevazioni di Quotidiano energia che ha messo a confronto i listini dei vari “mercati locali”.
I “prezzi consigliati” ai gestori dai gruppi petroliferi non sono infatti più indicativi del mercato nazionale, rappresentabile ormai solo come somma di più micro-mercati. Le stesse compagnie diffondono cioè ogni giorno una pluralità di prezzi in funzione del livello di concorrenza delle zone in cui operano. Al Nord dunque, dove la rete di distribuzione è più moderna e competitiva, e dove sono più presenti pompe bianche e gdo, i prezzi sono decisamente più bassi rispetto al Sud, dove il mercato è invece più ingessato. Si scopre così dalle rilevazioni che ad esempio il prezzo medio del market leader Eni, pari a 1,379 euro al litro, è la risultante di un minimo di 1,339 euro e di 1,415 euro (con uno scarto cioè di oltre 7 centesimi). La differenza è ancora più marcata nel caso di Erg, dove si passa da un minimo di 1,325 euro al litro a un massimo di 1,436 euro (forbice di 11 centesimi). “E i tetti più alti – afferma Quotidiano Energia – si riscontrano soprattutto al Sud’’. Una differenza di 10 centesimi al litro si traduce per un’auto di media cilindrata (50 litri di serbatoio) in un aggravio di 5 euro a pieno.
“Il prodotto, benzina e gasolio – – afferma in una nota il presidente Codacons, Carlo Rienzi – è il medesimo su tutto il territorio, e le quotazioni internazionali del petrolio non sono certo differenziate tra Nord e Sud Italia. Differenze così evidenti nei listini sono del tutto ingiustificate e rappresentano la prova delle speculazioni esistenti in Italia nel settore dei carburanti”. Secondo Rienzi, “una maggiorazione di 10 centesimi di euro al litro rappresenta per gli automobilisti del Sud una maggiore spesa pari a 120 euro su base annua. Contro tale odiosa situazione è indispensabile incrementare la concorrenza nelle regioni dove la scelta tra distributori è limitata, aprendo alla vendita presso la grande distribuzione e aumentando il numero di pompe bianche”.
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