La benzina gonfia i prezzi
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fonte:
- Il Manifesto
E` tutta da carburante la piccola ripresa inflazionistica misurata dall`Istat per il mese di aprile. Secondo i dati diffusi ieri, i prezzi al consumo sono saliti nel mese scorso dello 0,3% rispetto a marzo e del 2,2% rispetto allo stesso mese del 2005. Il dato mostra un`accelerazione rispetto alle tendenze dei mesi precedenti, tutta dovuta al riaccendersi di tensioni inflazionistiche nel settore dei servizi e nel comparto energetico. Insomma, ai vecchi problemi dei comportamenti monopolistici nei servizi e ai nuovi – e ormai consolidati – guai del caro-barile. Andando a scorporare il dato medio di aprile infatti si vede che il comparto che guida la crescita dei prezzi è quello nel quale l`Istat raggruppa “abitazione, acqua, elettricità e combustibili“: dunque quello su cui si abbatte in pieno il ciclone delle quotazioni internazionali del barile di petrolio. In questo settore la variazione mensile – aprile su marzo 2006 – è stata dell`1,1%, quella annuale – aprile 2006 su aprile 2005 – del 6,1%. Superiore solo all`aumento della voce “bevande alcoliche e tabacchi“, legata alle variazioni delle accise. Segue poi, nella classifica della corsa dei prezzi, un settore strettamente collegato al caro-energia, ossia quello dei trasporti (più 1% su base mensile, più 4,1% su base annua), condizionato però oltre che dai carburanti da fattori stagionali: in particolare dal fatto che quest`anno la Pasqua è caduta nel mese di aprile, con lo scatto delle tariffe di alta stagione in particolare per i viaggi aerei. Sensibile, nell`ultima rilevazione, anche il rialzo dei prezzi del comparto istruzione (3% su base annua), i servizi ricettivi e di ristorazione (bar, ristoranti, etc., più 2,3% su base annua) e quello dei generici “altri beni e servizi“ (più 2,6% sull`anno). Al netto di variazioni dovute a fattori tecnici o stagionali, il fenomeno principale che emerge resta quello dei prezzi dell`energia. Ma l`Istat nota anche la ripresa del peso dei servizi nella determinazione dell`inflazione: dopo alcuni mesi nei quali le tendenze dei prezzi dei beni e quelle dei servizi viaggiavano nella stessa direzione, nel mese di aprile i due grossi comparti hanno ripreso a divergere, in pèarticolare è diminuito il peso dei beni e aumentato quello dei servizi nella dinamica dell`inflazione. Dinamica che resta nel complesso abbastanza contenuta – seppur in ripresa – dato che un tasso di inflazione vicino al 2% non si può certo considerare sintomo di un`economia surriscaldata: in un contesto di offerta quasi ferma e domanda depressa, le uniche variazioni vengono dalle (forti) tensioni esterne sul petrolio e da comportamenti monopolistici in alcuni settori, mentre tutti gli altri beni del paniere restano nella calma piatta tipica della stagnazione economica. Ma è proprio sulla composizione del paniere che si incentrano le critiche di alcune associazioni di consumatori, come il Codacons che propone la creazione di “panieri diversificati a seconda delle categorie sociali“. La Cgil punta la sua attenzione invece sull`effetto-petrolio, e chiede per bocca della segretaria confederale Marigia Maulucci un incontro con il nuovo governo per valutare “gli effetti dell`aumento dei prezzi dei prodotti petroliferi sui redditi dei lavoratori dipendenti e dei pensionati e in generale sull`economia italiana“. Tra le proposte avanzate dalla Cgil, l`introduzione di un`imposta straordinaria sui profitti delle società petrolifere, “possibilità che adesso viene discussa anche a livello europeo e che era stata proposta nella piattaforma di Cgil, Cisl e Uil alla finanziaria 2006“.
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