10 Marzo 2010

La benzina corre a 1,4 euro

 

L a sosta è durata una settimana sola. Ieri il prezzo della benzina è tornato a salire, fino a sfiorare gli 1,4 euro, il livello più alto dall’ottobre del 2008. Quattro le compagnie che hanno corretto le tariffe consigliate ai gestori: A- gip, Q8, Shell e Tamoil. Alla Shell un litro di verde costa 1,397 euro, il prezzo consigliato più alto di tutti. Ma le altre sono lontane di pochi centesimi: 1,394 la verde all’Agip, 1,395 alla Q8.
I rincari hanno riaperto la solita polemica tra associazioni dei consumatori e l’ Unione petrolifera. Le argomentazioni delle due parti sono sempre le stesse. Secondo Adusbef e Federconsumatori gli aumenti sono «del tutto ingiustificati ». Le due associazioni attaccano la «speculazione » praticata dalle compagnie del petrolio e fanno qualche calcolo: considerando la quo- tazione del petrolio (attorno agli 80 dollari al barile), il cambio tra il dollaro e la moneta unica, la differenza tradizionale tra il prezzo industriale in Italia e nel resto d’Europa, il «prezzo potrebbe scendere di 9-10 centesimi al litro». I presidenti delle due associazioni, Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti (che è anche senatore per l’Italia dei valori) parlano di aumenti che costeranno 171 euro a famiglia a fine anno (un’altra associazione, il Codacons, sostiene che il rincaro peserà per 180 euro) e chiedono allora al governo di intervenire con tre decreti: uno contro le speculazioni, uno per istituire una Commissione che controlli la «doppia velocità di adeguamento dei prezzi dei carburanti rispetto all’andamento del costo del petrolio», uno per liberalizzare la rete di distribuzione.
L’Unione petrolifera ricorda ancora una volta che confrontare il prezzo della benzina al solo valore del petrolio non serve a nulla. Il confronto va fatto «anche e soprattutto con le quotazioni internazionali dei prodotti raffinati rilevati quotidianamente dal Platts». E il Platts, notano i petrolieri, dalla fine di febbraio è salito di 2,3 centesimi al litro, contro gli 1,7 centesimi di rincaro della benzina (al netto delle tasse). Mentre a marzo il Platts è cresciuto di 5,1 centesimi al litro, contro i 2,6 della benzina. Numeri che «smentiscono qualsiasi ipotesi di ‘doppia velocità’ » concludono le industrie, ricordando, tra l’altro, che sulla riforma della rete di distribuzione è in corso da settimane un tavolo al Ministero dello Sviluppo economico, con incontri «a cui partecipano anche le associazioni dei consumatori ». Difatti la riforma arriverà «presto» ha ribadito ieri il sottosegretario Stefano Saglia, «e, tra i vari punti, si prevede la liberalizzazione dei prodotti ‘non oil’».

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