20 Febbraio 2008

La benzina brucia a 1,4

PESANTI RICADUTE SUI COSTI DI TUTTE LE MERCI TRASPORTATE SU GOMMA
La benzina brucia a 1,4

Ormai manca solo un millesimo di euro per fare il prezzo tondo di 1,4 al litro: lo hanno scoperto ieri gli automobilisti che sono andati a rifornirsi di benzina all`Agip. Si può risparmiare qualcosa (non tantissimo) presso le altre compagnie. La Tamoil con il suo litro di verde a 1,383 euro fa pagare 1,6 centesimi in meno del prezzo di 1,399 che chiede l`Eni, ma tutti i listini sono in crescita. Stessa solfa per il gasolio, con Agip che chiede 1,320 euro al litro e Erg, Esso e Tamoil (gli operatori meno esosi, al momento) 1,303 euro. Questi sono i prezzi consigliati dalle compagnie ai gestori, che hanno un piccolo margine per discostarsene, se possono e se vogliono. Si tratta, inoltre, dell`esborso previsto con la modalità “servito“, mentre il self-service permette di spendere un po` meno. Ma in una maniera o nell`altra sugli automobilisti si abbatte una mazzata. Sul “quantum“ si sono esercitate le associazioni dei consumatori. Adusbef e Federconsumatori calcolano che ogni pieno di benzina verrà a costare 3 euro in più al mese, cioè 36 euro all`anno; inoltre ci saranno rincari indiretti, per le ricadute su tutti i costi di trasporto, pari a 29 euro all`anno. Ma questa è la stima sui soli aumenti della benzina registrati ieri, perché “da febbraio 2007 a febbraio 2008 l`aumento di 18 centesimi al litro corrispondono a 216 euro in più per la benzina“, cui si aggiungono 174 euro di costi indiretti; totale 390 euro. Di 150 euro a famiglia è l`aggravio medio diretto in un anno secondo il Codacons, cui vanno aggiunti 100 euro di ripercussioni sui prodotti trasportati su gomma. A vantaggio degli automobilisti, il Codacons pubblicherà a breve una lista dei distributori indipendenti (cioè non legati alle reti delle compagnie) che rifornendosi per conto loro all`ingrosso praticano alla pompa prezzi inferiori rispetto ai distributori normali, consentendo risparmi non indifferenti sul pieno. Per fare un esempio concreto: ieri i fratelli Gianclaudio ed Erminio Costa, di Trevignano (Treviso), che sono i benzinai meno cari d`Italia, chiedevano solo 1,302 euro al litro per la benzina e 1,223 per il gasolio, con uno sconto di circa 10 centesimi (o 200 lire al litro). Al telefono, ieri Erminio Costa sosteneva che “per tagliare i costi in tutta Italia bisognerà ridurre il numero dei distributori, ma con gli incentivi, non col decreto Bersani che mirava solo a buttare fuori i piccoli“. Non conforta granché sapere, come riferiva ieri una nota del governo, che “il ministero dello Sviluppo economico segue con attenzione l`andamento dei prezzi dei carburanti“, al pari di quanto sta facendo Mr. Prezzi; il ministero “attende il dato di venerdì sui prezzi in Europa per valutare le politiche degli operatori italiani rispetto a quelle degli altri Paesi europei“. A questo riguardo, secondo Luca Squeri, di Figisc-Confcommercio (un sindacato dei benzinai), si può già dire che “i rincari italiani sono inferiori a quelli internazionali. I prezzi dei prodotti finiti (benzina e gasolio raffinati) sono cresciuti sul mercato internazionale rispettivamente del 10 e del 9% nelle ultime due settimane, mentre in Italia gli aumenti sono stati limitati al 3 e al 4%“. L`Unione petrolifera, che federa le compagnie italiane, dà numeri analoghi. Da notare che il prezzo di 1,399 non è ancora il massimo storico, toccato nel luglio di due anni fa con un litro di benzina a 1,409 euro. Comunque,negli ultimi 12 mesi la benzina è rincarata del 15%, cioè cinque volte il tasso d`inflazione. Peggio ancora il gasolio che in un anno ha fatto quasi +20%.

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