4 Settembre 2005

La benzina aumenta e la Procura di Cassino apre un`inchiesta



Cassino. La benzina aumenta e la Procura di Cassino apre un`inchiesta. Clamorosa iniziativa quella intrapresa nei giorni scorsi dal procuratore capo Gianfranco Izzo che, in stretta collaborazione con il sostituto Paolo Andrea Taviano, ha avviato in tutta Italia un`indagine a tappeto per comprendere il motivo per cui, di mese in mese, il costo del carburante in Italia, aumenti sempre più. «Questi rincari della benzina, anomali e continui – spiega Izzo, ex presidente della Corte d`Assise di Santa Maria Capua Vetere – mi hanno indotto ad avviare degli accertamenti a carico delle maggiori compagnie petrolifere presenti in Italia. Semplici controlli, effettuati dalla Guardia di Finanza di Frosinone che, spero, portino delle risposte concrete. Se dovessero essere riscontrate delle anomalie, eventuali indagati potrebbero rispondere dell`accusa di rialzo fraudolento». La decisione della Procura cassinate di addentrarsi in un terreno così delicato è nata dopo che, nel Palazzo di Giustizia della Città Martire, sono arrivate lettere di protesta da parte di associazioni di categoria. Federconsumatori, Codacons ed Adusbef chiedevano alla magistratura di fare chiarezza su quest`aumento, ingiustificato del costo di benzina e gasolio. «È nostra intenzione – prosegue il Procuratore Capo Izzo – accertare, inoltre, la legittimità della persistenza di accise anacronistiche come quelle imposte in occasione di disastri o calamità accadute in Italia oltre quarant`anni fa». L?alto magistrato si riferisce al fatto che gli italiani ancora pagano tasse riguardanti tragedie come la diga del Vajont del 1963, l`alluvione di Firenze del 1966 ed il terremoto nel Belice del 1968. «Imposte governative che si sono incancrenite e che incidono, comunque, anche sull`aumento del carburante – sottolinea l`altro magistrato inquirente, il pubblico ministero Paolo Andrea Taviano -. Ovviamente la nostra indagine prenderà le mosse da alcuni depositi di carburante presenti nella giurisdizione del nostro tribunale. Entro dieci giorni la Guardia di Finanza terminerà gli accertamenti e noi sapremo dire con certezza se questa indagine potrà proseguire anche nelle restanti regioni italiane. Nel frattempo, abbiamo avanzato una richiesta di accertamento anche al Cipe, il Comitato interministeriale prezzi». Una recente disposizione governativa consente ai gestori di praticare in maniera del tutto autonoma delle proposte di prezzo più o meno allettanti, per accattivarsi – magari in determinati periodi – clienti, soprattutto in tempi di caccia al prezzo più basso, come questi.

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