La befana vien di notte con le promesse di Rienzi
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fonte:
- Italia Oggi
«Befa-Rienzi vien di notte e le tasche tutte rotte ve le riempie di monete, basta che voi v’ iscrivete». Ha reinterpretato la classica filastrocca sulla befana, il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, per fare, dal sito dell’ associazione dei consumatori, gli auguri di buon 6 gennaio ai suoi iscritti e soprattutto ai potenziali iscritti. E ci ha messo letteralmente la faccia, vestendosi, in un fotomontaggio, da befana, con tanto di scopetta e paniere gonfio di regali, per promettere, per il nuovo anno, gesta mirabolanti e class action vittoriose a chi sottoscriverà l’ iscrizione alla sua associazione consumerista. «Arriva la befana, riprendiamoci il maltolto!», grida Rienzi dal sito. Ed elenca tutte le cause sulle quali quest’ anno si batterà per ottenere, con la scopa o senza, risarcimenti milionari: «acqua all’ arsenico, precari della scuola; medici specializzati anni 1982/1991 / recupero delle differenze retributive degli anni 94/2006 / specializzati non medici / Onaosi; crack finanziari; amianto; riconoscimento vice dirigenti della pa.; professori universitari a contratto; azione collettiva Voden – vaccino influenzale; diritti e compensi spettanti agli artisti esecutori ed interpreti (Imaie)». Di tutto di più, come direbbe l’ odiata (dalle associazioni dei consumatori) Rai parafrasando uno storico spot istituzionale. E, proprio come accade ogni 6 gennaio, anche Rienzi fa balenare agli occhi dei suoi iscritti dei risarcimenti degni della Lotteria Italia: 600 milioni di euro di risarcimento per un milione di famiglie nella class action sull’ acqua all’ arsenico; 40 mila euro a testa ai precari della scuola che chiederanno la stabilizzazione del posto di lavoro e altri 40 mila euro ai docenti a contratto delle università e pure ai medici specializzati iscritti alle scuole di specializzazione tra l’ 83 e il 91; e poi fino a 150 mila euro per le vittime dei crack finanziari (bond Argentina, Cirio, Cerruti, Finmeck), oppure fino a 800 mila euro per le vittime dell’ amianto. Insomma, tenendo conto della complessità di queste vicende giudiziarie che vanno avanti spesso da anni, fare queste promesse, e di cui bisogna avere il massimo rispetto, non è come chiedere di credere davvero alla befana?
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