8 Aprile 2011

La Bce procede al rialzo dei tassi è la prima volta dal luglio del 2008

La Bce procede al rialzo dei tassi è la prima volta dal luglio del 2008
 

FRANCOFORTE Anticipando le altre Banche centrali dei Paesi industrializzati, la Banca centrale europea ha deciso ieri di portare i tassi d’ interesse all’ 1,25%, alzandoli per la prima volta dal luglio 2008. La manovra restrittiva era ampiamente attesa dopo l’ anticipazione fatta dal presidente Jean-Claude Trichet la scorsa settimana. Ma dall’ Eurotower, che manteneva i tassi al minimo storico dell’ 1% dal maggio 2009, sono arrivati anche i segnali di nuove strette monetarie in arrivo nei prossimi mesi. Nella consueta conferenza stampa Trichet ha voluto rassicurare famiglie e imprese: «oggi non abbiamo deciso di varare il primo di una serie di aumenti dei tassi d’ interesse». Una nota di cautela dopo che le prime dichiarazioni del banchiere francese, facendo prevedere una nuova stretta imminente, avevano fatto impennare l’ euro. Il solo rialzo deciso ieri, secondo i consumatori, costerà in media 200 euro l’ anno a chi paga un mutuo a tasso variabile. Aumentano inoltre i costi di finanziamento del debito pubblico mentre sono ancora in piena crisi Grecia, Irlanda e Portogallo, ultimo della lista a negoziare con l’ Europa un salvataggio che la stessa Bce ha «incoraggiato». E poi ci sono le Banche europee che sopravvivono grazie alla maxi-liquidità della Bce, che sta valutando misure di sostegno. Ma di fatto, con la decisione di ieri, la Bce mette fine all’ epoca del denaro facile necessario a superare la crisi finanziaria e pone l’ inflazione – una tassa sui consumi che impone all’ Eurotower di agire prima per non dover usare la mano pesante poi – al centro della sua attenzione. «La posizione di politica monetaria – ha spiegato Trichet – rimane accomodante e continua a fornire notevole sostegno all’ economia e alla creazione di posti di lavoro». Per poi aggiungere: «monitoreremo molto attentamente tutti gli sviluppi per quanto riguarda i rischi per la stabilità dei prezzi». La frase «monitorare molto attentamente», in passato, preanticipava un rialzo dei tassi il mese successivo. Ma la nota di cautela usata suggerisce che Trichet non vuole legarsi le mani. La tempistica dei prossimi aumenti dipenderà probabilmente dall’ inflazione, volata al 2,6% a marzo e che promette di salire ancora se le tensioni in Nord Africa manterranno il petrolio sui livelli attuali. Trichet promette «estrema allerta» per evitare che i rialzi dei prezzi, al momento limitati a certi settori, non diano luogo a una spirale rialzista generalizzata. Per i mercati, sono scontati altri due rialzi da un quarto di punto entro fine anno il primo probabilmente entro luglio. Mini-stangata per chi ha acceso un mutuo a tasso variabile Brutte notizie per i consumatori italiani. Mini-stangata in arrivo per chi ha acceso un mutuo a tasso variabile per comprare casa o per chi ha acquistato l’ auto a rate. Il rialzo di un quarto di punto del costo del denaro magari servirà a tenere a freno l’ inflazione in Eurolandia ma comporterà un aggravio medio per le famiglie con mutui a tasso variabile che i consumatori stimano tra i 100 e i 200 euro l’ anno (dipende da tipologia e durata). Aumento che ricadrà anche sul popolo delle rate, cioè per chi ha acquistato il "plasma" o l’ auto a rate. Ma la decisione della Banca centrale europea penalizzerà anche lo Stato, per il quale sarà più oneroso rinnovare le scadenze del debito pubblico. Qualche vantaggio, in questo caso, arriverà per i bot-peole che potranno contare su un rialzo dei rendimenti dei titoli. Chi in tempi di tassi al minimo ha optato sul mutuo a tasso variabile sborserà di più. I calcoli li fornisce la Cgia: le famiglie italiane con un mutuo casa a tasso variabile dovranno pagare mediamente 132,4 euro in più ciascuna. Secondo il Codacons, «l’ aumento del tasso di riferimento ed il conseguente aumento del costo dei mutui metterà in difficoltà con il pagamento delle rate almeno 30.000 famiglie».

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