La Bce alza i tassi, mutui più cari
MILANO Era ampiamente previsto e ieri la Bce ha alzato i tassi dello 0,25 all’ 1,50%: sarà forse l’ ultima stretta monetaria firmata da Jean Claude Trichet, perché lo stesso presidente dell’ Eurotower si è affrettato a buttare acqua sul fuoco, provocando una reazione positiva dei mercati azionari e dei titoli di stato, compresi quelli dei paesi più sotto tiro. L’ intervento di ieri è il secondo dell’ anno, dopo quello dello scorso aprile e ovviamente sono automaticamente aumentati rispettivamente allo 0,75% e al 2,25% anche il tasso sui depositi e quello marginale. La decisione era attesa dai mercati dopo che lo stesso presidente della Bce, nel direttivo di inizio giugno, aveva lasciato intendere un nuovo ritocco per arginare l’ inflazione che viaggia in Eurolandia abbondantemente sopra la soglia d’ attenzione del 2%. Anche con il nuovo aumento all’ 1,50%, i tassi di interesse dell’ area euro restano «accomodanti», secondo la Banca centrale europea, che tuttavia dalle parole Trichet sembra indicare, come previsto, una pausa sulle manovre di aumento del costo del danaro. «Monitoreremo con molta attenzione i rischi sui prezzi», ma sul futuro il presidente della Bce non si sbilancia: «Prenderemo le decisioni giuste al momento opportuno». Il rialzo attuale – ha detto Trichet – è «giustificato dai rischi al rialzo sulla stabilità dei prezzi», stabilità che la Bce ha ribadito di voler garantire. L’ inflazione nell’ Eurozona resterà «nettamente sopra» il 2% (considerata la soglia di vigilanza) «anche nei prossimi mesi», ha detto Trichet. Ad influire sull’ inflazione saranno soprattutto i prezzi dell’ energia e delle materie prime ma la spasmodica attenzione ai prezzi non necessariamente caratterizzerà anche la prossima presidenza della Bce che porterà la firma di Mario Draghi. L’ attuale Governatore di Bankitalia è stato negli ultimi anni alla guida dello Stability Forum e non ha mancato di sottolineare che è indispensabile guardare a politiche per il sostegno della crescita e non solo, quindi, ai rischi inflazionistici. L’ aumento dei tassi Bce di 0,25 punti percentuali deciso ieri dalla Bce «produrrà una stangata media per le famiglie italiane che stanno pagando un mutuo a tasso variabile pari a 204 euro all’ anno, che corrispondono a 17 euro al mese». E’ la stima del Codacons che evidenzia come l’ aumento del tasso di riferimento «è il segno della fine di un periodo positivo per le famiglie che avevano contratto mutui a tasso variabile». ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- BANCA
- ECONOMIA & FINANZA
