La Bce alza i tassi, ma Trichet ora frena
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fonte:
- Corriere della Sera
Interessi al 3,5%, incerti i tempi dei prossimi aumenti. Prodi: la crescita non sarà ostacolata
FRANCOFORTE – La Banca centrale europea ha aumentato per la sesta volta il costo del denaro di un quarto di punto, portandolo a quota 3,5%. E il presidente della Bce Jean-Claude Trichet ha lasciato aperta la porta a ulteriori aumenti dei tassi di interesse, se proseguirà la situazione di crescita robusta e di aumento dell` inflazione. Un aumento subito definito «non preoccupante», perché «limitato», dal Presidente del Consiglio Romano Prodi, e che lascia spazio a «una situazione di una possibile crescita forte e senza inflazione per il futuro». E anche il ministro del Tesoro Tommaso Padoa-Schioppa ha giudicato «indispensabile» l` incremento dei tassi, che «garantisce prezzi stabili» ma «incide molto poco sul debito pubblico». Tuttavia, Trichet non ha voluto dare ulteriori indicazioni sulla tempistica dei prossimi aumenti. E ha messo in guardia sia dalla «volatilità eccessiva» dell` euro, giudicata «indesiderata per la crescita» – ieri l` euro è rimasto stabile, intorno a 1,33 dollari – sia dagli aumenti salariali, che potrebbero spronare l` inflazione. Secondo gli operatori, un ulteriore rialzo potrebbe essere deciso a partire dal marzo prossimo. RITOCCHI NON SCONTATI – In particolare, il presidente Trichet ieri ha dato vari elementi per un ulteriore ritocco dei tassi, parlando di una politica monetaria ancora «accomodante», di tassi «bassi» e della necessità di «monitorare molto attentamente» la situazione. E ha avvertito che la Bce è «pronta ad agire in ogni momento» per contrastare l` inflazione. Tuttavia, ha smorzato il tono da “falco“, segnalando, fra l` altro, che «sarebbe un` interpretazione sbagliata» cogliere segnali per un rialzo nel mese di febbraio. Inoltre, Trichet ha confermato che la crescita continua «robusta, intorno al potenziale di crescita», ma a un ritmo «più moderato». Infatti, le previsioni di crescita dello staff della Bce, comprese fra il 2,5%-2,9% per il 2006, prevedono, rispettivamente per il 2007 e per il 2008 valori compresi fra l` 1,7%-2, 7%, e fra l` 1,8%-2,8%, in leggero rialzo. Ma con margini ampi, perché pesano «rischi al ribasso», di natura globale, come il prezzo del petrolio, che danno «incertezze». E il commento di Trichet sulla «volatilità indesiderata» dell` euro segnala la preoccupazione per un freno all` economia. Tuttavia, l` euro forte potrebbe anche frenare l` inflazione. Che grazie alla riduzione del caro-petrolio ha già rallentato la sua corsa. Infatti, la Bce prevede un calo dell` inflazione per il 2007 e per il 2008, compreso, rispettivamente, fra l` 1,5%-2,5% e fra l` 1,3%-2,5%. Tuttavia, rimangono rischi «al rialzo», dovuti all` incognita dei prezzi petroliferi. E per questo Trichet giudica «cruciale» che gli aumenti salariali rimangano moderati. MUTUI E SALARI – Una voce contraria si è levata dai consumatori dal Codacons, in quanto il nuovo rialzo dei tassi «produrrà una stangata media per le famiglie italiane che stanno il cui mutuo aumenterà in media di 145 euro all` anno», perché l` 80% dei mutui stipulati è a tasso variabile. L` Adusbef dal canto suo arriva a stimare i rialzi fino a 340 euro. E quindi il ritocco dei tassi si ripercuoterà negativamente sul mercato immobiliare e sul già grave problema del caro-casa. Il Codacons chiede al Governo un intervento per aiutare i ceti medi e chiede di eliminare l` Ici per chi, con fatica, sta pagando il mutuo per acquistare la prima casa.
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