La Bce alza i tassi e i mutui lievitano
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fonte:
- La Padania
La Bce alza i tassi e i mutui lievitano
È la sesta modifica in un anno, il costo del denaro al 3,5 per cento. Trichet: “Ancora basso“
Un nuovo rialzo dei tassi, il sesto in un anno, e la strada spianata verso un ulteriore stretta creditizia nei primi mesi del 2006. Il board della Banca centrale europea ha rispettato le attese dei mercati, aumentando all unanimità i tassi d interesse di un quarto di punto percentuale al 3,50 per cento. Non solo, il presidente Jean-Claude Trichet, nella consueta conferenza stampa che segue la decisione sul costo del denaro, ha spianato la strada per una stretta ulteriore. “I tassi sono ancora bassi, – ha detto – mentre la crescita economica rimane robusta, senza particolari preoccupazioni per le politiche di singoli paesi, in particolare l Italia“. Ma se gli economisti plaudono alla scelta dell Eurotower, non sono altrettanto d accordo con questa scelta i consumatori. Il Codacons, in particolare, ha fatto presente che l aumento di 0,25 punti percentuali dei tassi da parte della Bce produrrà una stangata per le famiglie italiane che stanno pagando un mutuo, pari a 145 euro all anno. L associazione dei consumatori ha parlato di “un problema serio per gli italiani che si sono fidati di chi, banche in testa, parlava di un periodo di stabilità“. “Considerato che più dell 80 per cento dei mutui attualmente stipulati è a tasso variabile è evidente il danno che ne deriva per il consumatore. Questo rialzo dei tassi si ripercuoterà negativamente sul mercato immobiliare e sul già grave problema del caro-casa“, ha osservato il Codacons che ha chiesto al Governo un intervento per aiutare i ceti medi e chiesto di eliminare l Ici per chi, con fatica, sta pagando il mutuo per acquistare la prima casa. Ma, si sa, nei palazzi romani quando l europa parla è difficile che qualcuno possa contraddirla. “La nostra politica monetaria – ha spiegato Trichet – continua ad essere accomodante“. Parole apprezzate dal Presidente del Consiglio Romano Prodi si è detto “non preoccupato perchè quello della Bce è un segnale di prudenza ma non è una misura che rallenta la crescita“. Mentre il ministro dell Economia Tommaso Padoa-Schioppa, da ex membro del comitato esecutivo dell Eurotower, ha spiegato che i tassi al 3,5 per cento incidono “ancora molto poco sul costo del debito pubblico“, mentre conta di più “il mantenimento della stabilità dei prezzi“. Per il titolare del dicastero dell Economia, dunque, è tutto regolare: “Un ciclo di tassi eccezionalmente bassi si sta chiudendo“, ha detto. Ma anche secondo Roberto Anedda, direttore marketing di MutuiOnline l aumento dello 0,25 per cento porta al 3,5 per cento il livello dei mutui, ben un punto e mezzo in più di un anno fa. “Tale aumento complessivo – ha detto – ha influito notevolmente anche sui mutui, allontanandoli dai minimi storici sui quali i tassi erano rimasti fermi praticamente per quasi due anni, prima che la Banca Centrale Europeo cominciasse a elevare il costo del denaro“. Ma Trichet non si è fermato qui, perchè per lui i segnali di rialzo futuri ci sono. Il presidente della Bce ha spiegato che in presenza di un inflazione che “probabilmente salirà di nuovo“ agli inizi del 2007, “è garantito che agiremo in modo fermo e immediato per garantire la stabilità dei prezzi“. Sul quando, però, l ex Numero Uno della Banca di Francia non ha voluto legarsi le mani: “siamo sempre all erta“, ma conoscendo il mestiere di banchiere centrale non si è lasciato mettere all angolo dalla domanda se sia febbraio la data giusta per una nuova stretta: “quell interpretazione non sarebbe corretta: ci riserviamo sempre la possibilità di agire, ma senza impegnarci in anticipo“. A giustificare l ennesima stretta monetaria Trichet ha illustrato le stime per Eurolandia aggiornate trimestralmente dagli economisti dell Eurotower: sono state riviste al rialzo rispetto alle stime di settembre, con un Pil visto in crescita fra il 2,5 e il 2,9 per cento quest anno, poi all 1,7 per cento-2,7 per cento il prossimo anno e all 1,8 per cento-2,8 per cento nel 2008. I rischi – ha avvertito Trichet – “sono al ribasso“ per la possibilità di una fiammata dei prezzi petroliferi. Ma alla domanda se ci siano particolari allarmismi per il maggior rigore fiscale in Italia previsto dalla Finanziaria, Trichet precisa di riferirsi “a rischi generali, e non in particolare all Italia“. Preoccupazione, però, destano i rischi che l inflazione deragli rispetto alle previsioni: quelle della Bce, aggiornate anch esse, sono per un tasso al 2,1 per cento-2,3 per cento quest anno, all 1,5 per cento-2,5 per cento nel 2007 e all 1,3 per cento-2,5 per cento nel 2008. Colpa dei prezzi petroliferi, ma anche degli sviluppi salariali, a cui bisognerà prestare attenzione.
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