7 Aprile 2011

La Bce alza i tassi d’interesse, Codacons “Stangata sui mutui”

La Bce alzerà di 0,25 punti percentuali i tassi di interesse dell’area euro, portandoli all’1,25 per cento. Proteste dei consumatori: “Stangata da 204 euro”

La Bce oggi ha deciso di alzare di 0,25 punti percentuali i tassi di interesse dell’area euro, portandoli all’1,25 per cento: mossa che era ampiamente prevista e che non ha registrato riflessi significativi sui mercati. È dal luglio 2008 che l’Eurotower non ritoccava al rialzo il costo del denaro. L’ultima mossa della Bce sui tassi risale al maggio del 2009, quando ha abbassato dello 0,25% il tasso di rifinanziamento pronti contro termine, portandolo al minimo storico dell’1%. Rialzati, rispettivamente allo 0,50% e al 2% anche il tasso sui depositi e quello marginale dallo 0,25% e dall’1,75%. Annunciando il rialzo,il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, ha precisato che anche con il rialzo deciso oggi i tassi di interesse dell’area euro «restano bassi» e favorevoli all’attività economica. La manovra operata «contribuirà a tenere sotto controllo» le generali attese di inflazione tra i cittadini dell’Unione valutaria. L’obiettivo ufficiale dell’Eurotower, ha ricordato, è tenere la crescita annua dei prezzi al consumo inferiore ma prossima al 2 per cento.
“Stangata da 204 euro”
L’aumento dei tassi d’interesse deciso dalla Bce «produrrà una stangata per le famiglie italiane che pagano un mutuo a tasso variabile pari in media a 204 euro all’anno, 17 euro al mese». Lo afferma il Codacons, secondo cui i mutui più cari metteranno in difficoltà con il pagamento delle rate «almeno 30mila famiglie che attualmente riescono a onorare ancora i loro debiti». La Bce, sottolinea l’associazione dei consumatori, «è stata costretta» a prendere questa decisione «per colpa dei governi europei che non hanno preso misure antinflazionistiche di politica fiscale. In tal senso è esemplare il tempismo del governo italiano che ha appena fatto scattare l’aumento delle accise sulle benzina, ossia ha aumentato, tra tutte le tasse possibili, quella che più di ogni altra ha effetti moltiplicativi sui prezzi e sul costo della merce trasportata». Per questo il Codacons «chiede a Tremonti due cose: ritirare il provvedimento di aumento delle accise e rivedere immediatamente il decreto del 21 giugno 2010 ampliando le condizioni necessarie per poter sospendere il pagamento delle rate, a cominciare da quella di aver avuto un aumento di rata di almeno il 20%».
 

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox