16 Luglio 2014

La battaglia processuale per la Costa Concordia

La battaglia processuale per la Costa Concordia

Nella prima settimana di luglio, il collegio penale del Tribunale di Grosseto presieduto dal dott. Puliatti, ha voluto concludere l’ imponente “capitolo tecnico” del processo della Costa Concordia in cui è imputato il comandante Francesco Schettino. È stata una vera e propria battaglia processuale tra periti e consulenti tecnici esaminati in contraddittorio tra le parti. In particolare, i periti nominati dai giudici hanno depositato un cosiddetto “supplemento di perizia” sul generatore diesel della nave, il cui malfunzionamento avrebbe determinato effetti pesanti e non ancora del tutto chiariti sulla tragica evoluzione dell’ impatto della Costa Concordia contro gli scogli dell’ Isola del Giglio. Inoltre, secondo quanto dichiarato dagli esperti durante l’ esame dibattimentale, il sovraccarico a cui è stato sottoposto il generatore a seguito del grave incidente avrebbe causato un serio malfunzionamento degli ascensori della nave che avrebbero dovuto riportarsi automaticamente al piano di evacuazione, secondo quanto previsto sia dal piano di emergenza che dal progetto relativo alla costruzione della Costa. Probabile, anche se non chiaramente accertato nelle sue conseguenze sulla sicurezza dei passeggeri, l’ effetto drammatico del fallimento dell’ alimentazione sulla possibilità di manovrare agevolmente le lance di salvataggio nella fase dell’ ammaino. Quest’ ultimo aspetto è stato particolarmente evidenziato dai legali del Codacons e delle parti civili costituite. Secondo la prospettazione processuale avanzata da questi ultimi attraverso i loro consulenti, la responsabilità della società di gestione, dei progettisti e del principale azionista di Costa Crociere, Carnival, emergerebbe in maniera indiscutibile da queste osservazioni. Un ultimo elemento emerso durante l’ esame e precisato nelle perizie è l’ eventuale responsabilità del timoniere della nave che non avrebbe eseguito correttamente gli ordini del comandante determinando l’ incidente. Nonostante l’ impegno profuso da più parti, ancora lungo sarà il termine per giungere alla verità, almeno processuale, visti la complessità delle tematiche tecniche, la non univoca risoluzione delle stesse e il fatto che,probabilmente, il comandante Schettino non sia l’ unico responsabile di questo tragico evento.
avv. nicola giannantoni

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