28 Maggio 2004

La battaglia per il caro tasse all`Università di Macerata finisce al Tar

Il Codacons ricorre contro gli aumenti

La battaglia per il caro tasse all`Università di Macerata finisce al Tar



Sarà stata pure una decisione sofferta ma quei cento euro di aumento delle tasse universitarie “spalmati“ fra gli anni accademici 2004/2005 e 2005/2006 non sembrano proprio voler uscire dalle tasche degli studenti che, fin da subito, hanno alzato i toni della protesta per dire no a qualcosa che ritengono ingiustificato. Al loro fianco, nelle scorse ore, si sono schierate anche le associazioni dei consumatori, Codacons in testa. Quest`ultima promette di voler ricorrere addirittura al Tar delle Marche.

L`Ateneo è in fibrillazione. Nei corridoi gli studenti hanno fatto girare la riproduzione con una banconota da cento euro sulla quale, al posto della tradizionale immagine, è stata stampigliata quella del rettore Roberto Sani. In pratica, è l`invito dei rappresentanti studenteschi più agguerriti, l`aumento andatelo a pagare con queste. Un gesto goliardico al quale è seguita, nell`imminenza di una nuova riunione del Consiglio di amministrazione prevista per questa mattina, anche la polemica politica e delle associazioni dei consumatori. A parlare per queste ultime è il Codacons il quale fa sapere, per il tramite del presidente regionale Carlo Rienzi, di voler ricorrere al Tar Marche contro gli aumenti ritenendoli “illegittimi“. “L`illegittimità – afferma Rienzi – è sia nella sostanza che nell`importo ed per questo che ne domandiamo l`annullamento. Gli incrementi delle tasse per migliorare ed ampliare i servizi – prosegue Rienzi – devono rientrare nel tasso di inflazione, e non possono arrivare a percentuali del 20 per cento a carico totale degli studenti. Altrimenti l`istruzione diventerà prerogativa di quei pochi eletti che avranno la possibilità di pagare cifre elevate per seguire i corsi universitari“. La campana politica, invece, suona dalla parte del Partito della Rifondazione Comunista che in una nota siglata da Elena Compagnucci e Mauricio Pasquali esprime la propria “netta contrarietà“ alla proposta d`aumento. Rc poi se la prende con “lo spirito della riforma Moratti: gestione del sapere, taglio dei fondi destinati all`istruzione, reperimento di risorse alla mancanza delle quali si segue la via più facile: paghino gli studenti!“. Da ultimo Rifondazione bolla anche come “antidemocratico“ sia il comportamento del rettore che quello del Senato accademico. “La proposta d`aumento non nasce della rappresentanze studentesche ma nasce da un incontro tra il rettore e i tre rappresentanti della lista “Obiettivo studenti“ che così facendo hanno scavalcato le altre liste“. E` questo, infine, l`ultimo attacco contro certe decisioni. A sollevare la questione Fabiana Rapino ed Emanuele Binanti di “Azione Universitaria“.

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