11 Giugno 2006

La battaglia interna al Codacons della Liguria

La battaglia interna al Codacons della Liguria sullo sfondo del braccio di ferro del caro-bollette


DEIVA MARINA Attorno alla caso della “guerra“ al caro bollette dell`acqua a Deiva Marina si gioca una battaglia interna al Codacons Liguria. La laadership dell`associazione dei consumatori è infatti oggetto di un braccio di ferro. L`avvocato Diana Barrui contesta Anna Massone, là dove questa si è proclamata presidente. Là in qualità di presidente del Codacons forte di un “atto di significazione e diffida“ emesso dalla Corte di appello di Roma nei confronti della Massone. L`avvocato Barrui, intanto, replica ai rilievi di quest`ultima in ordine al caso della soluzione al problema del caro bollette a Deiva Marina. “Il 31 gennaio 2006 – ricorda – si svolse un`assemblea per affrontare la questione del caro acqua a Deiva Marina alla quale fui invitata in quanto Presidente del Codacons Liguria. In quella occasione compariva contemporaneamente la signora Massone presentandosi a sua volta come responsabile dell`associazione. Venivano pertanto inviatati ad intervenire ( dalla stessa Massone!) i carabinieri di Deiva Marina i quali, a seguito di una verifica, accertavano la titolarità della carica in capo alla sottoscritta e invitavano la signora Massone ad allontanarsi. In altra assemblea analoga, stavolta a Genova, si ripresentava lo stesso episodio: interveniva la Polizia. In quell`occasione, il Codacons nazionale scriveva alla Polizia, dove chiariva la situazione, dichiarando che la signora Massone non rappresentava più il Codacons, rappresentato invece dalla sottoscritta. Nel corso dei mesi il Codacons ha continuato ad occuparsi della questione del caro acqua, oltre che a Deiva anche a Santa Margherita Ligure, proponendo una soluzione stragiudiziale attraverso una procedura di conciliazione presso la camera di commercio di La Spezia, per la quale – tiene a ribadire l`avvocato Barrui – nessun cittadino ha versato nulla. Alcuni utenti si sono iscritti all`associazione potendo fra l`altro beneficiare di una quota associativa ridotta a loro riservata, senza sostenere alcuna altra spesa. La conciliazione non ha avuto seguito a causa del rifiuto di Ato, Deiva Sviluppo e Comune a parteciparvi e pertanto l`associazione sta valutando altre strade da percorrere affinchè si giunga ad una soluzione del caso positiva per i numerosi utenti coinvolti“.

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