La battaglia dei prezzi non esposti
-
fonte:
- Il Secolo XIX
Indagine di Altroconsumo. In Italia il risultato è peggiore che in Belgio, Portogallo e Spagna Colto in fallo il 44% dei commercianti. A Genova si arriva al 51% Roma Nonostante la legge e le sanzioni amministrative il 44% dei negozianti italiani continua a non esporre i prezzi della merce. Lo rileva un`inchiesta di Altroconsumo condotta su 724 negozi in 10 città italiane: a sorpresa sono i negozi di Palermo i più trasparenti (seguiti da quelli di Milano) i meno trasparenti sono i negozi di Bari. L`indagine, condotta dall`associazione di consumatori, è stata realizzata in collaborazione con le associazioni partner di Portogallo, Spagna e Belgio e con il patrocinio della Commissione europea e ha riguardato nel complesso 3228 negozi europei e 46 città, fra le quali 10 sono italiane: Bari, Bologna, Cagliari, Genova, Firenze, Milano, Napoli, Palermo, Roma e Torino. I prodotti esposti presi in considerazione vanno dall`abbigliamento all`alimentare, dalla telefonia agli elettrodomestici, dalla profumeria al settore tv-video, dal bricolage ai prodotti per la casa e agli articoli sportivi. Dei quattro Paesi europei presi in considerazione l`Italia si guadagna la maglia nera: il 44% dei negozi controllati non esponeva i prezzi. La Spagna si allinea al risultato italiano (42%). Più trasparenza nelle vetrine dei negozi portoghesi (32% non espongono i prezzi) e Belgio (28%). “Eppure – commenta Altroconsumo – la legge è chiara: il prezzo di vendita e il prezzo per unità di misura, quando previsto, devono essere indicati per tutti i prodotti in modo inequivocabile e facilmente leggibile, sia all`interno del negozio che in vetrina. Poche eccezioni, come per chi vende giornali o riviste, o per esempio per opere d`arte, oreficeria e antichità, che per motivi di sicurezza devono mostrare il cartellino del prezzo solo all`interno del negozio“. I risultati dell`indagine – informa l`associazione dei consumatori – sono stati segnalati al ministero delle Attività Produttive e alle autorità di vigilanza sul territorio. Per chi non espone i prezzi della merce esposta a legge prevede sanzioni amministrative che vanno da 516 a 3.099 euro. Emblematico il caso di Genova, dove il 51% dei negozi non espone i prezzi dei prodotti in vendita all`interno dei locali e il 57% non li mette in evidenza in vetrina. L`indagine che ha portato alla scoperta delle infrazioni è stata condotta nel capoluogo ligure su un campione di 63 locali per quanto riguarda i prezzi esposti all`interno e di 60 punti vendita per la leggibilità dei prezzi nelle vetrine. Oltre che contrastare le pessime abitudini dei commercianti sul fronte delle vendite al dettaglio, i consumatori sono in campo anche per la fusione di Autostrade con la spagnola Abertis. Adoc, Abusbef, Codacons e Federconsumatori, alcune fra le principali sigle, incontreranno nei prossimi giorni, i vertici di Autostrade per l`Italia. Oggetto del vertice, richiesto dai consumatori, il piano industriale alla luce del progetto di fusione tra Autostrade ed Abertis. “Alla luce degli importanti dividendi che tale operazione prevede per gli azionisti e all`ipotesi di una vendita surrettizia di Autostrade, le associazioni dei consumatori porranno l`accento – si legge in una nota – su questioni fondamentali quali le tariffe, gli investimenti per migliorare la qualità dei servizi e della sicurezza in autostrada“.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
