21 Febbraio 2015

La Barcaccia sfregiata per sempreIl questore: meglio il caos che i morti

La Barcaccia sfregiata per sempreIl questore: meglio il caos che i morti

Bruno Ruggiero ROMA LE FERITE sono visibili e «indelebili»: 110 scalfitture di cui solo il tempo, dicono gli esperti, lenirà la profondità, alla Fontana della Barcaccia. E poi danni per mancati introiti ai commercianti stimati in 3 milioni. C’ è la presa d’ atto della violenza ottusa nel giorno dopo i fatti di piazza di Spagna mentre su tutto galleggia un interrogativo senza risposta: chi pagherà? Aziende, banche e istituzioni si fanno sotto e si propongono di contribuire. Anche la Figc, per voce del presidente Carlo Tavecchio: «Noi ci siamo per contribuire alle spese». L’ Olanda no. L’ ambasciatore è stato chiaro: «Devono pagare i colpevoli, non il governo». IL GIORNO dopo è tutto speso, dal sindaco Ignazio Marino a sparare a raffica sugli apparati del Viminale: «Non è accettabile che i vertici della sicurezza non siano stati in condizione di proteggere monumenti, negozi, turisti, la gente di Roma incalza il primo cittadino per l’ esplosione della tifoseria violenta del Feyenoord a Campo de’ Fiori e piazza di Spagna fra mercoledì e giovedì prefetto e questore non sono stati all’ altezza della sfida». Poi, preparandosi all’ incontro di oggi con il ministro dell’ Interno, Angelino Alfano, rincara polemico: «Chiederò che la sicurezza nella nostra città sia organizzata in modo tale che ogni romano possa girare e andare vicino al Colosseo esattamente come ha fatto Obama quando è venuto in visita ufficiale». Alfano, appena rientrato dagli Usa risponde con due annunci: la proposta di un Daspo europeo per bloccare i tour dei tifosi violenti e un testo di legge sulla sicurezza delle città e la tutela del decoro urbano, da mettere a punto con il contributo dell’ Anci. Oltre alla ricaduta «virtuosa» derivante dall’ assegnazione a Roma di 500 militari per il presidio degli obiettivi sensibili. INTANTO, incassate le condanne dei primi 19 tifosi stranieri processati per direttissima, la procura indaga per devastazione sulla base dei filmati della polizia (per oltre 10 ore) sugli spostamenti dei gruppi organizzati di ultras. E il Codacons in un esposto-provocazione quantifica in 2,8 miliardi di euro (1.000 euro per ogni romano) il risarcimento da chiedere all’ Olanda. Per la sua parte, fra l’ incudine della politica e il martello dell’ amministrazione capitolina, replica con rabbia il questore, Nicolò D’ Angelo: «In piazza di Spagna ci sono scuole, bimbi dell’ asilo che escono alle 16: era pericoloso intervenire subito con cariche indiscriminate, una miccia spaventosa. Io morti non ne faccio, meglio la sporcizia. Rifarei la stessa scelta». E più in generale, sull’ appuntamento con le opposte tifoserie della Roma e della squadra di Rotterdam per l’ incontro di Europa League, il responsabile dell’ ordine pubblico puntualizza: «Sapevamo che partita era a rischio e abbiam impegnato oltre 1.800 uomini. In sostanza non abbiamo né sottovalutato l’ eventuale criticità, né in malafede nascosto la nostra preoccupazione». Poi D’ Angelo getta sul tavolo un paio di rivelazioni sui retroscena nella gestione della «piazza» bellicosa. «ABBIAMO monitorato 600 romanisti radunati a piazza Mancini (sull’ altra sponda del Tevere rispetto allo stadio Olimpico, ndr) e pronti allo scontro con un eventuale corteo dei tifosi olandesi. E abbiamo bloccato altri 40 tifosi giallorossi, armati di bastoni, che volevano vendicare la lupa (immagine su internet messa dai supporter olandesi che mostrava l’ animale-simbolo di Roma decapitato, ndr). Erano nascosti in diversi bar di Colle Oppio, sono stati fermati e denunciati. Questa è la ricostruzione storica dei fatti».

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