11 Settembre 2004

La banca trascinata in tribunale davanti al giudice civile

Prima un imprenditore lagarino che chiede il risarcimento di 150 mila euro andati in fumo e adesso anche un dottore che vuole 100 mila euro

La banca trascinata in tribunale davanti al giudice civile. Entrambe le udienze fissate per il primo dicembre. Si tratta di cause pilota




Due anni fa scoppiò il bubbone. Il tracollo finanziario dell´Argentina lasciò in braghe di tela centinaia di piccoli risparmiatori che avevano investito i propri soldi in bond argentini. Nessuno, si disse allora, poteva prevedere un crac della repubblica sudamericana ma alla fine a fare i conti con la bancarotta di Stato furono famiglie intere che in un batter d´occhio avevano visto volatilizzarsi i risparmi di una vita.
I primi ad andare all´attacco furono le associazioni dei consumatori che se la presero con le banche, accusate di volersi liberare dalla responsabilità di rifondere i clienti buggerati dal crac del Paese del tango con azioni poco chiare.
Codacons, Federconsumatori e Adusbef del Trentino denunciarono per «Consob e Bankitalia pratiche poco ortodosse nell´esonero di responsabilità, per non aver le banche informato gli utenti sull´altissimo rischio dell´investimento». Una posizione cui gli istituti trentini replicarono di aver sempre informato i clienti dei rischi che correvano comprando bond.
La vicenda degli investimenti in titoli argentini, comunque, è tristemente nota. Molti clienti, a Rovereto così come in Italia, hanno investito nei bond di Stato che assicuravano rendimenti molto elevati. A fronte di ciò, però, il rischio era assai più alto rispetto a quello di altri strumenti finanziari.
Il crac delle finanze argentine ha fatto esplodere la questione e i titoli in mano a molti investitori locali e nazionali hanno perso una grossa fetta del loro valore.
L´Abi, già due anni fa, mise in campo un´associazione cui aderirono importanti gruppi bancari nazionali. Lo scopo della società era raccogliere, tramite delega, le adesioni del maggior numero di clienti che avevano subito perdite ingenti nel crac argentino per poter avere maggior peso nella rinegoziazione del debito di fronte alle istituzioni economiche e finanziarie internazionali. Proprio contro questo meccanismo si scagliarono le associazioni dei consumatori. Il Codacons, tra l´altro, anche in tempi recenti ha provato più volte a sondare il terreno per cercare di portare in causa gli istituti di credito.
Orbene, qualcuno ci ha pensato da solo e ha citato per danni nientemeno che la Cassa rurale di Rovereto, il più grosso istituto di credito della città della Quercia.
All´iniziativa (riferita un mese fa) dell´imprenditore lagarino che pareva isolata, si è ora aggiunto un altro professionista (un noto medico roveretano) che pure lui ha deciso di chiedere i danni alla Rurale. Per ora, dunque, sono in due i risparmiatori a portare in tribunale una banca per cercare di riavere i soldi investiti.
Il primo aveva acquistato bond argentini per oltre 150 mila euro, il secondo per 100 mila. Tramite l´avvocato Marco Radice di Milano, entrambi hanno chiamato in causa l´istituto di via Paoli e il giudice ha fissato la data della prima udienza per entrambi gli attori. Mercoledì primo dicembre, imprenditore, medico e Rurale si troveranno a palazzo di Giustizia per uno scontro che si preannuncia acceso. Anche perché, come detto, sono i primi casi di investitori che portano in tribunale un istituto di credito e queste cause, quindi, si possono considerare pilota.

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