23 Ottobre 2015

La banca pignora un’ azienda ma è costretta a restituirle i soldi

La banca pignora un’ azienda ma è costretta a restituirle i soldi
avrebbe percepito indebitamente 140mila euro

• NARDÒ. La banca Unicredit pignora l’ azienda di un imprenditore di Nardò, il quale evita la vendita forzata e la banca viene successivamente condannata a restituire la ingente somma. Unicredit ha restituito, a seguito di condanna inflitta dal Tribunale di Lecce, 140mila euro in favore di un imprenditore neretino, assistito dall’ avvocato Massi mo Todisco del Codacons e dall’ avvoca to Giuseppe Pallar a. L’ enorme somma era stata illegittimamente addebitata, nel giro di dieci anni, sul conto corrente della ditta e, come accertato dal Tribunale, è frutto dell’ appli cazione di interessi eccessivi da parte della banca. L’ im prenditore aveva subito, prima di ottenere giustizia da parte del Tribunale, un pignoramento da parte della stessa banca, che aveva posto in vendita l’ azienda. L’ associazione di tutela dei consumatori è scesa in campo a favore dell’ azienda. Solo la solidità dell’ impresa ed il faticoso recupero di crediti non pagati dalla pubblica amministrazione ha consentito all’ imprenditore di far fronte al pignoramento, evitando quindi la vendita dell’ opificio e salvando la propria storica attività ed il lavoro dei dipendenti. «La sentenza del Tribunale di Lecce – spiega Todisco – fa giustizia di una pratica diffusa fra gli istituti di credito, che tendono ad addebitare somme illegittime ai propri correntisti, per poi pretenderne il pagamento con l’ avvio di azioni esecutive sui beni di questi ultimi. È evidente che in un contesto del genere le banche, anziché essere un volano per l’ economia, ne costituiscono il freno, perdendo la funzione sociale che dovrebbe essere loro propria». «Tuttavia – conclude i responsabile dell’ ufficio legale di Codacons – oggi gli strumenti per reagire si dimostrano più efficienti, anche grazie alla maggiore attenzione ai diritti dei consumatori. Per tale ragione il Codacons invita gli utenti del sistema bancario a verificare periodicamente la legittimità delle pretese degli istituti».
 

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