La badante fa salire l’ inflazione
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fonte:
- Italia Oggi
Il caro vita è all’ 1,3%, le famiglie spenderanno 390 in più L’ inflazione è tornata a salire in Italia passando dall’ 1% di dicembre 2009 all’ 1,3% di gennaio scorso e intanto l’ Istat, come ogni anno, ha aggiornato il paniere per il calcolo del costo della vita introducendo alcune novità. Entrano i voli low cost, gli smartphone, i netbook ma anche la meno tecnologica spesa per la badante; in omaggio all’ ambientalismo escono dal paniere le lampadine tradizionali ad incandescenza, in pratica ormai fuori mercato per il loro alto consumo energetico, ma anche gli obsoleti fiammiferi e la riparazione dell’ orologio, spesa che gli Swatch o prodotti simili da tempo hanno reso praticamente inutile. Con i new entry nel paniere anche l’ intervento medico privato, il cioccolato caldo e il succo di frutta, il caffè decaffeinato e il caffè d’ orzo. Le voci del campione per il calcolo degli indici mensili dei prezzi al consumo sono salite a 521 e i beni e servizi indicati sono 1.206. La revisione del paniere, che consente all’ indice dei prezzi al consumo di riflettere i cambiamenti intervenuti nei comportamenti dei consumatori, ha affinato anche il calcolo del costo della vita che a gennaio, stando alla stima resa nota ieri, ha allungato il passo salendo di un decimale rispetto al mese precedente e dell’ 1,3% sullo stesso mese dell’ anno passato. Un aumento, quest’ ultimo, già messo in conto perché si deve in parte allo sfavorevole confronto con il calo mensile di gennaio 2009 (-0,1%). In ogni caso l’ incremento su dicembre 2009, spiegano i tecnici di Via Balbo, è dovuto per una buona fetta al ritorno in terreno positivo del complesso dei prezzi energetici, dopo un lungo anno di variazioni negative su base annua. Nei prossimi mesi, secondo l’ Isae, l’ inflazione registrerà soltanto una «moderata crescita». Tuttavia, con il tasso di inflazione 2010, le famiglie avranno un aggravio di spesa di ben 390 euro annui, secondo Federconsumatori e Adusbef, Il Codacons, da parte sua, è andato all’ attacco dell’ Istituto di statistica perché «non ha tenuto conto della crisi» nell’ elaborazione del nuovo paniere. «Che in una situazione di grave contrazione dei consumi come questa si verifichi il rialzo del tasso di inflazione è un fatto gravissimo», hanno sottolineato Federconsumatori e Adusbef, secondo cui, peraltro, «tutto ciò contribuisce a debilitare ulteriormente il potere di acquisto delle famiglie, che, secondo l`Istat è sceso dell`1,6%, ma, per quanto ci riguarda, è sceso dell`1,8-1,9% in termini generali, e del 3,2% per le famiglie a reddito fisso». Le due associazioni sulle tariffe chiedono al governo di intervenire e sollecitano la presentazione di un emendamento al Milleproroghe. Nel dettaglio, i prezzi relativi all’ energia sono saliti dello 0,8% sia sul mese precedente sia come accennato sull’ anno. I due prodotti che più hanno inciso sulla voce di spesa sono la benzina verde che è aumentata del 2,1% su mese e del 17,8% su anno e il gasolio che sale del 2,8% mensile e del 9,4% annuo; in controtendenza il gas di rete che sale dello 0,8% su mese ma diminuisce del 15,4% su anno e l’ energia elettrica che cala del 3,9% su mese e del 6,2% su anno. Con riferimento ai capitoli di spesa, gli aumenti mensili più significativi si sono verificati nei servizi sanitari e spese per la salute, nei trasporti e negli altri beni e servizi (+0,5% per tutti e tre). Variazioni negative sono poi state registrate nei capitoli comunicazioni (-0,7%) e ricreazione, spettacoli e cultura (-0,4%). Su base annua, invece, gli incrementi annui più elevati sono stati rilevati nelle bevande alcoliche e tabacchi (+4,5%), nei trasporti (+3,7%) e negli altri beni e servizi (+3,3%); l’ unica variazione negativa arriva dall’ abitazione, acqua, elettricità e combustibili (-1,7%). Il numero dei beni e prodotti rilevati, tornando al nuovo paniere Istat, è arrivato a 1.206, questo perché oltre al viavai di alcune voci già segnalate, ne sono entrate numerose altre meno rilevanti all’ interno di gruppi di prodotti, ad esempio è stata eliminata la semplice voce «mense» aggiungendo «mense scolastiche» e «mense aziendali e universitarie». Nella struttura di ponderazione, poi, sono sette i capitoli che hanno registrato un aumento del loro peso relativo rispetto all’ anno precedente: ricreazione, spettacoli e cultura; servizi ricettivi e di ristorazione; altri beni e servizi; servizi sanitari e spese per la salute; comunicazioni; istruzione e bevande alcoliche e tabacchi. Tra i cinque che segnano una diminuzione, le più rilevanti sono state registrate nei prodotti alimentari e soprattutto nei trasporti. Da segnalare, infine, che il numero dei comuni capoluogo di provincia che concorrono al calcolo dell’ indice dell’ inflazione nel 2010 sono scesi da 84 a 83 per l’ uscita del comune dell’ Aquila a causa degli effetti derivanti dal terremoto dello scorso anno, pertanto la copertura in termini di popolazione provinciale è ora pari all’ 86,1%.
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