15 Gennaio 2011

La �verde� sfonda quota 1,50 al litro

La �verde� sfonda quota 1,50 al litro DA MILANO C ontinuano a salire i prezzi dei carburanti. La verde ha sfondato ieri quota 1,50 euro al litro, gettando benzina sul fuoco delle polemiche. A dicembre, secondo quanto reso noto dall’ Istat, era gi� aumentata di quasi il 10% rispetto a un anno prima, mentre gasolio e gpl hanno fatto registrare rialzi del 14,5% e del 21,3%. Le associazioni dei consumatori sono sul piede di guerra e snocciolano stime preoccupanti, mentre benzinai e petrolieri cercano di spegnere l’ incendio, affermando che i prezzi in Italia sono pi� bassi della media europea e che non sono stati scaricati sugli automobilisti tutti i rialzi del prezzo del greggio. Secondo quanto emerge dal monitoraggio del Quotidiano energia, la media nazionale dei prezzi praticati della benzina (in modalit� servito) variava ieri dall’ 1,488 euro/litro degli impianti Eni all’ 1,5 di Tamoil (no-logo a 1,419 euro/litro). �Gli automobilisti sono stanchi di questa situazione e di questi sovrapprezzi, che pesano sulle loro tasche per 198 euro annui, di cui 108 per costi diretti e 90 per costi indiretti�, hanno fatto sapere Federconsumatori e Adusbef in una nota congiunta. Secondo il Codacons il prezzo della verde rischia di raggiungere addirittura quota 1,80 euro al litro en- tro il prossimo agosto se non ci saranno interventi atti a bloccare le speculazioni sui listini (in realt� per avere una benzina a questi livelli il petrolio deve prima raggiungere prezzi stratosferici). Luca Squeri, presidente di Figisc Confcommercio, prevede �una limitata flessione� dei prezzi la settimana prossima, in attesa che si �chiarisca il mercato�. Secondo il rapporto settimanale dell’ associazione dei gestori di impianti di carburante, i recenti incrementi in Italia sono inferiori a quelli internazionali. Il nostro Paese, afferma il rapporto, � al decimo posto in Europa per il prezzo della benzina e al sesto posto per il prezzo del gasolio in una classifica decrescente. Mentre il prezzo italiano per la benzina � inferiore alla media europea, quello del gasolio � superiore. Le determinanti dei prezzi alla pompa sono l’ imposizione fiscale (che nel periodo dall’ 8 al 14 gennaio ha pesato per il 54,55% per la benzina e per il 47,56% per il gasolio), il prezzo del carburante vero e proprio (che ha contribuito rispettivamente per il 34,04% e il 39,14% dei prezzi) e i costi e i margini di retribuzione del sistema industriale (responsabili dei residui 11,41% e 13,30%). Secondo l’ Unione Petrolifera in questo momento a pesare � anche il peggioramento del rapporto euro/dollaro che pu� essere stimato come onere aggiuntivo in circa 5 centesimi euro per litro. (Al. Bon.) Nuovi rialzi dei prezzi consigliati dalle compagnie I consumatori: servono interventi immediati I petrolieri: in altri Paesi i prezzi sono cresciuti di pi�
 

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