L? uroinflazione minaccia la Ue
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fonte:
- Giornale di Brescia
L? uroinflazione minaccia la Ue
La ripresa slitta con Germania, Francia e Italia alle prese col controllo del deficit pubblico
L?euro chiude da leone, con una zampata finale sul dollaro affondato ai minimi da tre anni, il suo primo anno di vita. La divisa dei Dodici, che ad agosto aveva riconquistato la parità contro il biglietto verde, conclude l?anno d?esordio nei portafoglio dei cittadini europei sopra quota 1 dollaro mettendo una crocetta su una delle sfide che Bce e Commissione europea si erano poste sin dall?inizio e archiviando come un brutto sogno quello scivolone a 0,8565, minimo dell?anno, toccato il 1 febbraio, ad un mese dal suo lancio. Ma il 2003 della moneta unica si apre tra mille incertezze: gli aumenti dei prezzi, che i consumatori europei ormai stimano intorno al 10%, hanno riportato in auge i timori da tempo sopiti di inflazione; la crescita economica continua a deludere e le fondamenta di Eurolandia, con Germania e Francia, le più grandi economie dell?area, in difficoltà e nuovi paesi pronti ad abbracciare l?euro. L?inflazione c?è stata – Le Cassandre delle associazioni consumatori avevano iniziato a vaticinare da subito gli effetti negativi del «changeover», anche quando tutte le autorità monetarie di Eurolandia assicuravano che l?inflazione era sotto controllo e che l?impatto dell?euro su prezzi era, come disse lo stesso Tremonti «praticamente insignificante». Già a febbraio, a changeover non ancora terminato, Adiconsum, Codacons e Unione Consumatori, parlavano di esborso aggiuntivo annuo per ogni famiglia di 500 euro e di un tasso al 3% a fine anno. Ci sono andati poco lontani, l?ultima rilevazione di dicembre, a 10 mesi da quando gli italiani si sono convertiti all?euro senza il paracadute della lira, parla di un tasso al 2,8-2,9%. Gli ultimi dati della Confcommercio indicano rialzi per la voce alberghi, ristoranti e pubblici esercizi del 4,5% dall?inizio dell?anno. Una recente inchiesta dei consumatori in Francia parla di aumenti dei prezzi dei prodotti di largo consumo dell?8,2%. La ripresa slitta – Solo uno 0,8% di Pil a fine anno, un rimbalzino dell?1,8% nel 2003: nulla di più, secondo gli ultimi dati della Comissione europea, per Eurolandia la cui crescita continua a deludere. Tutto rimandato al 2004 per rivedere tassi di crescita più dignitosi mentre i segnali che arrivano in questi ultimi mesi non fanno sperare nulla di buono. I prezzi del petrolio hanno sfondato quota 32 dollari e l?inflazione rischia di riprendere forza. Il patto vacilla – Germania, Francia, Italia, e il Portogallo, sono «rei» di non aver saputo controllare il deficit pubblico. L?Italia per ora riceve solo avvertimenti informali ma per la Francia la Commissione propone l?early warning mentre per Portogallo e Germania scattano le procedure di sanzione.
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