29 Dicembre 2011

L’ Ultimo della crisi? Si resta a casa  

L’ Ultimo della crisi? Si resta a casa
 

 
nSono lontani i tempi in cui i voli charter per paradisi esotici erano frequenti e pienissimi, le spiagge delle Canarie e dell’ Egitto diventavano lo scenario di brindisi al nuovo anno e pullman stracarichi di turisti invadevano le più belle città d’ arte europee. La crisi ha tolto soldi ai consumi in occasione del Natale (48 euro in meno a persona, per il Codacons) e anche ai viaggi dell’ ultimo dell’ anno. Secondo le principali agenzie bresciane, il calo di prenotazioni oscilla tra il 15 e il 20%, un dato in linea con la tendenza nazionale. In sostanza, le agenzie di viaggi della provincia hanno venduto un quinto in meno rispetto al 2010, che già non era stato tra gli anni più floridi per il turismo di Capodanno. E non si può dire che la colpa sia soltanto dell’ esplosione dei voli «low cost», visto che anche con le compagnie più economiche si trovano parecchi posti per volare verso qualsiasi destinazione. Il problema vero è la crisi che, unita al carovita, ha tolto dal portafoglio dei bresciani i risparmi che prima venivano spesi nei soggiorni di piacere in occasione delle festività. Entrando nel dettaglio, «tengono» i viaggi a lungo raggio e in qualche modo anche i tour economici nelle capitali del Vecchio Continente, mentre patiscono le mete sulla media distanza. Chi andava alle Maldive, insomma, continua ad andarci. E i quattro giorni «cheap» a Parigi, Barcellona o Berlino sono ancora abbastanza diffusi, perché richiedono un esborso contenuto. Ma alle agenzie manca una fetta consistente di mercato, rappresentata appunto dagli introiti che negli anni passati provenivano dalla vendita di pacchetti per i mari a medio-raggio, come quelli di Tunisia, Egitto e Isole Canarie. Paura causata dalle rivolte del Nord Africa? Non proprio: la questione è proprio di ordine economico. Le famiglie non hanno più quei 2-3-4mila euro necessari per salutare l’ anno nuovo al sole del Mediterraneo o dell’ Oceano Atlantico. La conferma arriva dagli operatori del settore. Così Riccardo Bertoli, direttore generale di Brevivet Brescia: «Abbiamo notato un calo del 15-20%. Thailandia, Brasile, Messico e Stati Uniti hanno tenuto, ma sul medio raggio stiamo patendo. Per Capodanno abbiamo notato una flessione anche per i pellegrinaggi: in Terra Santa riusciamo a mandare quattro gruppi per un totale di 200 persone. Il viaggio, purtroppo, è la prima cosa che viene tagliata dal budget famigliare in tempi di ristrettezze». Una considerazione condivisa da Gianbattista Merigo, vicepresidente provinciale di Abivt (Associazione bresciana imprese viaggio e turismo): «Tra spread, manovra e paura del futuro, la situazione si è fatta critica per noi. Per San Silvestro perdiamo il 15-20% delle entrate rispetto al 2010, che già era stato un anno difficile. La fascia media della popolazione non spende più, mentre i viaggi molto costosi sono ancora acquistati dalle persone facoltose. L’ unica nota positiva? Abbiamo venduto molte smartbox…» Come dire: pago poco e magari faccio un paio di giorni tra qualche mese. Ma a Capodanno, meglio restare con i piedi per terra e non salire su un aereo che conduce a un futuro pieno di incognite. Fabio Tonesi.

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