13 Febbraio 2016

L’ ultimatum dei vigili “5 giorni ai negozi per portare i contratti”

L’ ultimatum dei vigili “5 giorni ai negozi per portare i contratti”

Sono le 35 attività ispezionate giovedì Il Comune: “Significative anomalie emerse dai primi accertamenti” GABRIELE ISMAN LAURA SERLONI CINQUE giorni. Non di più. È la deadline imposta dai vigili urbani ai commercianti delle 35 attività finite nel mirino di Affittopoli: il tempo massimo per i proprietari dei negozi per produrre tutta la documentazione sull’ immobile. Un obbligo per i titolari che devono dimostrare di avere regolari contratti. Nessuno sconto, il comando generale di via della Consolazione vuole le carte per valutare se procedere o meno con gli sfratti. Ma se si spulcia tra gli indirizzi si può per verificare che difficilmente le attività rispettano quanto scritto nei contratti. Si va dal negozio che ospita il money transfer a quello che vende bijoux e borsette, dalle mura in zona Termini che accolgono un’ attività di import/export cinese alla ferramenta, al bar, al ristorante e alla pizzeria fino agli empori dei bengalesi che vendono calzature ma anche frutta, verdura e alcolici ventiquattr’ ore su ventiquattro. Gli agenti guidati dal comandante Raffaele Clemente che hanno ispezionato tutte e 35 le attività hanno constatato che in alcuni casi la mancanza del formale titolo giuridico ovvero sia del contratto; in altre la non corrispondenza tra il titolare del contratto e l’ effettivo esercente oppure la diversa destinazione d’ uso rispetto alle risultanze del titolo giuridico. Secondo il Campidoglio in molti casi non è stata possibile la ricostruzione storica del titolo originario di locazione. E ancora irregolarità e abusi edilizi, mancato aggiornamento dei canoni d’ affitto. Tutte questioni che il team del prefetto Francesco Paolo Tronca insieme ai caschi bianchi dovrà dipanare. Molte per ora le anomalie «che dovranno essere opportunamente verificate e valutate», spiegano i tecnici del Comune. Il Codacons, intanto, h depositato formale costituzione di parte offesa nel procedimento della procura sul caso Affittopoli. Il fine? Tutelare i romani danneggiati da una mala gestione dei beni pubblici. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
 

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