28 Luglio 2012

L’ ultima odissea delle vacanze in 170 bloccati sull’ isola di Kos

L’ ultima odissea delle vacanze in 170 bloccati sull’ isola di Kos

di MARIA LOMBARDI DA Kos a Bari più di dodici ore: centoquindici minuti di volo, il resto del tempo in piedi aspettando inutilmente l’ imbarco, sdraiati sui marciapiedi davanti all’ aeroporto, a spasso tutta la notte nell’ isola in cerca di una camera negli hotel strapieni. Centosettanta passeggeri prigionieri della nebbia, e questo può capitare, purtroppo però dimenticati nello scalo greco come bagagli non reclamati. L’ aereo non parte, pazienza, ognuno se la cavi come può. «Non ci hanno dato informazioni e nemmeno assistenza. Abbiamo passato una notte da incubo», c’ era il paroliere Mogol tra gli sventurati turisti prenotati sul volo FR7777 che sarebbe dovuto partire giovedì alle 23 (ora locale) da Kos e invece si è fatto attendere per mezza giornata. Le scuse tardive della compagnia Ryanair non bastano a sedare la furia di chi si è trovato bloccato nell’ isola, da senzatetto. Check-in regolare, dalle 22,30 i passeggeri sono in fila davanti al gate. «Eravamo in 170 circa stipati in cinquanta metri quadrati, impossibile sedersi. C’ erano pochissime sedie», racconta Giulio Rapetti (è questo il vero nome dell’ artista). Comincia l’ attesa, lunghissima e scomoda. «Solo alle 2,30 arriva la notizia che l’ aereo non poteva atterrare e dunque il volo era cancellato». Problemi di nebbia – spiega il giorno dopo la compagnia – il Boeing 737 è stato dirottato per la foschia a Rodi. L’ aeroporto internazionale di Kos non è dei più agevoli: l’ avvicinamento strumentale non è di precisione e se le nubi sono più basse di 300 metri non si atterra. Il fatto è che a quell’ ora i turisti non sapevano dove andare e nessuno, in aeroporto, se ne preoccupava. «Anzi, ci hanno fatto uscire dallo scalo – aggiunge Mogol – solo in seguito hanno consentito a qualcuno di rientrare. La maggior parte delle persone è rimasta sui marciapiedi, i ragazzi si sono sdraiati sull’ asfalto e lì hanno dormito. C’ erano anche bambini. Un disagio enorme per tutti. E nessuno ci ha detto: andate in albergo, ve lo rimborsiamo. Non ci hanno detto niente. Io ho preso un taxi e ho fatto il giro dell’ isola fino a che non ho trovato un alberghetto». L’ isola è piena, gli hotel quasi tutti prenotati e poi alle 2,30 di notte non è semplice trovare dove dormire. «Ci hanno avvisati tardi, ma soprattutto non ci hanno aiutati». Passeggeri allo sbando. Un medico di Bari, Marco Della Pianta, denuncia «l’ inadempienza del personale dell’ aeroporto e l’ assenza di quello della compagnia. Non c’ era un cane a cui chiedere qualcosa». Ieri mattina ai turisti senza sonno è stata offerta una brioche con caffè. Alle 10 (ora di Kos) l’ aereo è finalmente partito ed è atterrato a Bari alle 12,30. Marina Venezia, avvocato di Cittadinanzattiva, anche lei bloccata nell’ isola, ha raccolto un centinaio di firme per presentare la richiesta di risarcimento danni nei confronti della compagnia. «Ryanair si scusa sinceramente con i passeggeri per il ritardo e rimborserà la spesa alberghiera», comunica il direttore della comunicazione Stephen McNamanara. Risposta «insufficiente», secondo il Codacons che reclama il risarcimento «dei danni morali subiti dai passeggeri, altrimenti promuoveremo una class action». Come prevede la carta dei diritti dei passeggeri dell’ Enac, in caso di ritardo bisogna assicurare a chi è in attesa «pasti, bevande, un’ adeguata sistemazione in hotel, il trasferimento dall’ aeroporto all’ albergo, due chiamate e mail». Per i passeggeri a Kos non c’ era che il marciapiede. RIPRODUZIONE RISERVATA.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this