L’ Ulss Verona licenzia Serpelloni .
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. VERONA Come dire, Sic transit gloria mundi. Per cinque anni, Giovanni Serpelloni ha capeggiato il dipartimento Politiche antidroga di Palazzo Chigi (con 52 milioni di budget) rivelandosi il braccio destro del sottosegretario Carlo Giovanardi e l’ alfiere del rigore proibizionista. Sloggiato dall’ arrivo del Governo Renzi, è tornato nella città di partenza, Verona. Forte di un curriculum scientifico di prestigio, ha ottenuto la direzione del dipartimento Dipendenze dell’ Ulss 20 diretta da Giusy Bonavina. Ma il feeling è durato meno di un anno, culminando nel suo licenziamento in tronco, evento alquanto raro nella pubblica amministrazione. A cacciarlo «per giusta causa», al pari di altri due medici suoi stretti collaboratori, l’ implacabile Bonavina. Un fulmine a ciel sereno al quale Serpelloni ha reagito a suon di denunce. Ma cosa c’ è dietro alla querelle? Un software denominato Mfp, perfezionato nel corso degli anni all’ Ulss scaligera e adottato anche in altre aziende sanitarie per gestire i dati sui consumatori di stupefacenti. Serpelloni e il suo team ne rivendicano i diritti intellettuali, di parere contrario la direzione generale. Uno scontro senza precedenti che sei mesi fa ha portato alla sospensione dal servizio di sei camici bianchi, incluso Serpelloni, che ha evitato la sanzione versando una multa di 23 mila euro e poco dopo (spallaggiato dal Codacons) ha presentato un ricorso al Tar per «lesione dei diritti degli autori» e un esposto in Procura contro i provvedimenti disciplinari, definiti «un atto del tutto illegittimo, adottato con chiaro abuso di potere». Per Bonavina è stata la classica goccia di troppo, quella che l’ ha spinta a licenziare in tronco i “ribelli”, già sostituiti in seno al dipartimento, al punto che Serpelloni, recatosi in ufficio per ritirare gli effetti personali, ha trovato le serrature cambiate ed è stato costretto a fare mestamente dietrofront. La direttrice generale rifiuta commenti diretti sulla vicenda, affidando il suo pensiero ad una nota sibillina, che parla di «riorganizzazione del servizio che garantisce tempestivamente la continuità assistenziale per tutti gli utenti in carico e costituisce, data la qualità dei professionisti incaricati, un passo significativo nel programma di miglioramento assistenziale». Fonti aziendali, poi, fanno sapere che la risoluzione del contratto è stata decisa dopo quattro mesi di verifiche sull’ operato dell’ ex ministeriale. Che esterna su Facebook la sua volontà di riscossa: «Ho prestato la mia assistenza per moltissimi anni presso la Ulss 20 e alte amministrazioni delle Stato, ricoprendo incarichi di vertice e raggiungendo, assieme al mio gruppo, livelli di eccellenza: questo può aver dato fastidio a molti, ma non permetteremo che un deliberato ostracismo politico, portato avanti da persone prive di scrupoli con comportamenti ormai intollerabili, ci impedisca di proseguire il lavoro e i progetti che abbiamo sempre portato avanti con entusiasmo ed impegno». Chissà se il vecchio crociato Giovanardi si ricorderà del delfino nell’ ora del bisogno… Filippo Tosatto.
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