8 Ottobre 2013

L’ ufficiale a Schettino «Tutto perduto subito»

L’ ufficiale a Schettino «Tutto perduto subito»

DAL NOSTRO INVIATO GROSSETO – A un certo punto è calato in aula un silenzio plumbeo, nonostante l’ udienza sia durata nove ore e mezzo. È accaduto quando l’ avvocato Domenico Pepe, difensore di Francesco Schettino, ha detto: «È stata una scelta ponderata del comandante. Credetemi, la nave era la miglior scialuppa di salvataggio». Lo ha detto contro chi rilevava che il comandante della Costa Concordia non aveva tempestivamente dato l’ allarme generale e l’ ordine di abbandono della nave, pur essendo già stato informato intorno alle 22 del 13 gennaio 2012 che la situazione era compromessa dopo l’ urto contro gli scogli avvenuto alle 21,45’07”. E lo ha detto dopo la testimonianza di Giovanni Iaccarino, il teste voluto dalla Procura, che ha dichiarato: dieci minuti dopo l’ impatto con lo scoglio, la nave «era compromessa». Iaccarino, come ha raccontato nel video proiettato in aula, percorre di corsa tutto il ponte zero per capire la situazione reale. L’ acqua aveva raggiunto i propulsori e i quadri elettrici, generando il blackout. «A quel punto – racconta il primo ufficiale di coperta – la nave non aveva più la spinta del principio di Archimede. Avevamo perso tutto. Le falle fanno entrare acqua in maniera copiosa che comincia a sgorgare anche da qualche porta a tenuta stagna della cambusa. Ho fatto tutto di corsa per tutta l’ adrenalina che avevo in corpo». Le pompe di emergenza, che secondo la difesa del comandante Schettino sarebbero dovute entrare in funzione, erano senza energia. «I quadri elettrici – racconta Iaccarino – erano andati». In sintesi è tutto qua. Con tanto di rotta che variò per ben tre volte: la prima, quella originaria, fu cambiata durante la navigazione, che doveva tenersi a o.5 miglia dalla costa. E alla fine ci fu una terza manovra, voluta da Schettino. «Aveva le mani nei capelli quando si accorse di quello che era successo», spiega Iaccarino che comunque lo ricorda ad aiutare alcuni passeggeri nelle operazioni di sbarco. È una giornata che segna un punto a favore dell’ accusa con il tribunale che, più di una volta, rintuzza la difesa di Schettino. Il comandante voleva fare il passaggio ravvicinato al Giglio sette giorni prima del naugragio, «ma non fu possibile, perché non c’ erano le condizioni adatte, c’ era troppo mare e l’ idea fu abbandonata», rivela il primo ufficiale di coperta della Costa Concordia, rispondendo al pm Leopizzi. A causa delle ultime mareggiate, il relitto si è spostato di due gradi. Il Codacons intanto ha presentato alla Procura di Grosseto una denuncia relativa ai file consegnati da Costa Crociere ai periti nel corso delle operazioni peritali in sede di incidente probatorio che potrebbero aver subito manipolazioni. Stamani saranno sentiti il cartografo Simone Canessa e l’ ufficiale Salvatore Ursino. Non ci sarà Domnica Cemortan; la ballerina moldava chiamata a testimoniare al processo nei confronti di Francesco Schettino ha il figlioletto malato; il suo avvocato ha presentato un certificato medico precisando che la donna è disponibile per qualsiasi altra udienza. Prevista anche l’ audizione di Mario Palumbo. Simone Innocenti RIPRODUZIONE RISERVATA.
simone innocenti
 
 

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this