17 Febbraio 2020

L’ rc auto familiare è in vigore ma c’ è anche il supermalus

è entrata in vigore il 16 febbraio l’ rc auto familiare, che estende la classe di merito più conveniente ai veicoli di tutto il nucleo familiare. ma c’ è anche una sorta di supermalus
L’ rc auto familiare è entrata in vigore. Introdotta nell’ ultimo decreto fiscale, in vigore da ieri, prevede che i cittadini potranno avere la classe di merito più conveniente fra quelle applicate ai veicoli di proprietà dello stesso nucleo familiare e sarà valida sia per i nuovi contratti che per i rinnovi di rc auto già esistenti. Si potrà beneficiare della classe di merito più vantaggiosa per tutti i veicoli di famiglia, anche di tipologie diverse – dall’ auto alla moto o al furgone, insomma. C’ è però una novità, non presente nella versione originaria del provvedimento: non potranno godere di questa agevolazione gli assicurati che, negli ultimi 5 anni, hanno provocato un sinistro con colpa. Il supermalus: giù fino a 5 classi di merito Viene infatti introdotto una sorta di supermalus per moto e scooter che causano incidenti con danni superiori a 5 mila euro. In questo caso, ci sarà un peggioramento di cinque classi di merito, con malus che sarà individuale e non riguarderà gli altri componenti della famiglia e gli altri veicoli del nucleo familiare. Come riporta l’ Ansa , è stato infatti approvato un emendamento che, in caso di incidente per il beneficiario del contratto familiare con un veicolo di diversa tipologia, si presume un due ruote, causi un incidente con danni superiori a 5 mila euro, potrà subire alla stipula successiva un declassamento di 5 classi di merito. «Al verificarsi di un sinistro in cui si sia reso responsabile in via esclusiva o principale un conducente collocato nella classe di merito più favorevole per il veicolo di diversa tipologia e che abbia comportato il pagamento di un indennizzo complessivamente superiore a euro cinquemila, le imprese assicurative, alla prima scadenza successiva del contratto, possono assegnare, per il solo veicolo di diversa tipologia coinvolto nel sinistro, una classe di merito superiore fino a cinque unità rispetto ai criteri indicati dall’ Ivass». L’ Ania: “Norma ingiusta per gli assicurati” Alla vigilia dell’ entrata in vigore, l’ Ania (Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici) ha ribadito la propria contrarietà all’ rc auto familiare parlando di “norma ingiusta per gli assicurati”. «L’ Ania ribadisce che la nuova disposizione sulla Rc Auto scardina definitivamente il sistema bonus/malus e, non attivando alcun intervento sugli oneri complessivi, opera solo una ridistribuzione dei costi degli incidenti con una diminuzione dei prezzi a favore delle famiglie che dispongono di più veicoli, a scapito di quelle che ne possiedono solo uno ». Secondo l’ Ania, inoltre, «la cosiddetta RC auto familiare sfrutta la condotta “virtuosa” di uno soltanto dei familiari a prescindere dalla storia di guida degli altri membri della famiglia, peraltro anche se proprietari di mezzi di altra categoria con ben diverso rischio di sinistrosità (autocarri, moto). E’ evidente che questo vanifica ogni incentivo di buon comportamento al volante, incrementando il rischio di maggiori incidenti stradali e, quindi, di potenziale incremento per tutti dei prezzi Rc Auto». Rc auto familiare, risparmi e insidie Codacons: risparmi fino a 1000 euro ma si rischia aumento delle tariffe Per il Codacons la nuova norma interessa circa 3 milioni di famiglie e può consentire risparmi fino a 1000 euro a nucleo familiare sulla spesa dell’ rc auto, anche se l’ associazione mette in guardia contro il rischio di un aumento immediato delle tariffe. «A partire da oggi le compagnie di assicurazioni non avranno più scuse e saranno obbligate ad applicare l’ Rc auto familiare ai clienti che ne faranno richiesta – dice il presidente Carlo Rienzi – In caso di rifiuto o di ostacoli nell’ esercizio di tale diritto, si configurerebbe una violazione delle norme vigenti, e per questo invitiamo i consumatori a segnalare al Codacons qualsiasi comportamento scorretto che porterebbe ad una raffica di denunce penali. Non solo. I vantaggi per gli assicurati potrebbero essere del tutto vanificati dalla decisione delle imprese assicuratrici di aumentare in modo generalizzato le tariffe : in tal caso si profilerebbe una violazione delle norme sulla concorrenza, con conseguente esposto del Codacons all’ Antitrust».

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