19 Aprile 2015

L’ Outlet Village ferma i bus navetta da Palermo

L’ Outlet Village ferma i bus navetta da Palermo

Graziella Mignacca …Quasi mille persone che lavorano all’ Outlet Village di contrada Mandre Bianche, in territorio di Agira. Una delle realtà più importanti dell’ Isola per le grandi griffe. L’ interruzione dell’ autostrada A/19 Palermo -Catania alza una barricata nei collegamenti del grande centro commerciale della Sicilia centrale con la parte occidentale dell’ Isola. «Il flusso della clientela verso questo centro si è bloccato», spiega la direttrice Anna Resina. A causa dell’ interruzione il bus navetta in partenza da Palermo per il Sicilia Outlet Village da qualche giorno è «temporaneamente sospeso fino al ripristino del tratto autostradale». Lo ha reso noto la direzione del Sicilia Outlet Village, che in verità aveva adottato la strategia di garantire un importante servizio di bus navetta verso tutti i capoluoghi di provincia per facilitare i collegamenti e quindi aumentare la clientela. L’ Outlet si trova lungo l’ autostrada A19 Palermo -Catania (uscita Dittaino) ed è stato realizzato nel centro del l’ Isola proprio per essere raggiunto facilmente e in poco tempo. La scelta è caduta qui dopo due anni di indagini. È a soli 20 minuti da Enna, 40 minuti da Catania e 70 minuti da Palermo. Di norma. Ma oggi per raggiungere Palermo da qui occorrono intorno a 2 ore, circa 3 quarti d’ ora in più per gli autobus, almeno 30 minuti per le auto. I percorsi infatti sono diversi. «Siamo seriamente preoccupati- spiega il vicedirettore Cesare Greco – perché temiamo che i tempi tecnici per giungere alla riapertura di questo tratto di autostrada possano non essere brevi». Per il by pass sono previsti tre mesi. «Magari fosse così- commenta Greco -. Tre mesi passano in fretta, anche se riguardano un periodo in cui l’ afflusso della clientela aumenta notevolmente, sia per la partecipazione agli eventi che per l’ aumento dei turisti». Se il disagio legato alla viabilità dovesse perdurare si delineerebbe un danno di grande portata economica, per le oltre 127 boutique, insediate qui. Ne risentirebbero bar, pasticcerie, ed aziende gastronomiche che aspettano proprio questo periodo del l’ anno per aumentare gli incassi. Ne risentono anche dipendenti e commessi che dalla zona occidentale si spostano qui per lavoro ogni giorno. «Il disagio è notevole anche se, come ci hanno informato i nostri clienti, con l’ auto si allunga il percorso di soli 30 minuti». «Noi continuiamo a lavorare freneticamente», spiega la dottoressa Anna Resina. E infatti sono in vista altre due inaugurazioni. Inoltre, si sta stilando il calendario degli eventi: prevede due concerti, uno a fine giugno e l’ altro a fine luglio, e una sfilata «Si cerca anche di dare delle opportunità ai tanti bei giovani di questa regione – conclude la direttrice – con la grande sfilata di moda, in cui verranno selezionati 4 modelli, 2 ragazzi e 2 ragazze che potranno svolgere uno stage a Milano». Intanto, Il Codacons si costituisce parte offesa nell’ inchiesta aperta dalla Procura di Termini Imerese sul cedimento del viadotto. Lo rende noto il segretario nazionale Francesco Ta nasi. «La Sicilia- afferma Tanasi- è letteralmente tagliata a metà, ma questo rappresenta solo l’ ennesimo scandalo di una serie di crolli che hanno coinvolto negli ultimi due anni le strade siciliane». Tanasi chiede «per poter scongiurare ulteriori possibili crolli la verifica dei piloni di viadotti, ponti e cavalcavia di tutta la rete autostradale siciliana». Per l’ associazione i lavori di ripristino potrebbero durare qualche anno e non riguarderanno solo la campata ma anche il tratto della statale 120 Scillato-Caltavuturo, dove si è verificato l’ ultimo movimento lungo la frana aperta dieci anni fa. «Con la mega azione collettiva – afferma l’ associazione- i siciliani potranno costituirsi anche loro parte offesa e richiedere un risarcimento dei danni subiti». L’ Anas afferma in una nota «che è anch’ essa parte lesa, assieme agli utenti, della situazione che si è venuta a creare in seguito alla frana che ha danneggiato il viadotto Himera, che era perfettamente integro e funzionante». Lo afferma commentando l’ annuncio del Comune di Palermo e dell’ Anci di Sicilia di voler avviare una class action contro la pubblica amministrazione e di volersi costituire parte civile dopo il cedimento di due piloni del viadotto Himera. (*GRMI*)

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