8 Giugno 2016

L’ ottimismo di Padoan «Tasse tagliate dal 2018»

L’ ottimismo di Padoan «Tasse tagliate dal 2018»
il ministro dell’
economia: «l’ italia va meglio di altri paesi, ridurremo l’ irpef» l’
istat è più prudente: «la crescita è moderata, calo di fiducia dei
consumatori»

di Gabriella Cerami wROMA «Continuo a essere fiducioso, l’ Italia va meglio di altri Paesi». Di fronte ai dati dell’ Istat sull’ andamento dell’ economia nazionale, il ministro dell’ Economia, Pier Carlo Padoan, mostra un cauto ottimismo. Eppure, secondo l’ Istituto di statistica, anche se per adesso la crescita dell’ economia italiana prosegue a un “ritmo moderato”, nel primo trimestre del 2016 il Pil è salito dello 0,3% rispetto all’ ultimo del 2015, dovrebbe affrontare una battuta di arresto nel breve termine. Intanto però è possibile che il governo acceleri il passo e metta nero su bianco già ad ottobre un intervento sulle tasse che sarà una riduzione “di alcuni punti”, in modo che sia ben percepibile dai contribuenti. Padoan, ospite a Porta a Porta, non si addentra nei dettagli, ma è possibile che il governo indichi, con la prossima legge di bilancio, la strada per ridurre l’ Irpef, che però potrebbe scattare “un po’ più in là”, quindi dal 2018, come da programma. A spiegare che la via prescelta potrebbe essere lo stesso meccanismo già utilizzato per l’ Ires (si approva quest’ anno con la manovra per il 2017 ma scatta l’ anno dopo) è il ministro dell’ Economia che si dichiara strenuo sostenitore dei tagli delle tasse, sempre però se «sono compatibili con la tenuta dei conti pubblici». Tutto questo per far fronte anche all’ indebolimento delle aspettative che lo stesso Padoan ammette. E infatti l’ Istat spiega che «in presenza di alcuni segnali di debolezza delle attese delle imprese e degli ordinativi della manifattura è possibile che ci sia un rallentamento nel ritmo di crescita dell’ attività economica nel breve termine». Dati alla mano, nei tre mesi la variazione positiva della spesa delle famiglie è stata del +0,3%. Un dato superiore a quello fatto registrare dalle amministrazioni pubbliche, la cui spesa ha segnato un incremento del +0,2%. Spostando lo sguardo verso maggio, però, l’ Istat segnala come anche nel mese appena trascorso sia proseguito il calo di fiducia dei consumatori iniziato a gennaio. Un tema complesso sul quale a farsi sentire sono state subito le associazioni Codacons, Adusbef, Federconsumatori e Unione nazionale consumatori. Tutte chiedono un segnale da parte del governo poiché «i timidi segnali provenienti dal sistema economico non bastano e servono politiche fiscali per sostenere il reddito disponibile del ceto medio e dei meno abbienti». La bassa crescita, ad ogni modo, non è solo un problema di Pil. Nel quadro di spinte interne sui prezzi moderate e in assenza di mutamenti sostanziali dello scenario internazionale, l’ inflazione dovrebbe rimanere appena negativa o vicino allo zero ancora nei mesi estivi con un possibile recupero a partire dall’ autunno. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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