5 Luglio 2014

È l’ ora dei saldi, ma la ripresa non c’ è Giù il potere d’ acquisto delle famiglie

È l’ ora dei saldi, ma la ripresa non c’ è Giù il potere d’ acquisto delle famiglie

Achille Perego MILANO SI APRE oggi in Italia (dopo l’ anticipo il 2 luglio in Molise, Campania e Basilicata) la stagione dei saldi estivi. L’ occasione, sperano i commercianti, di vedere un po’ di luce nel tunnel dei consumi grazie anche al bonus di 80 euro messo in busta paga da Renzi a 10 milioni di italiani. Ma proprio alla vigilia del via generale alle vendite di fine stagione – con la solita guerra di cifre sul budget di spesa pro-capite stimato in 100 euro da Confcommercio (237 per famiglia) per un totale di 3,7 miliardi e in soli 65 euro dal Codacons – sono arrivate le cifre in chiaroscuro dell’ Istat. IL POTERE d’ acquisto delle famiglie, ovvero il loro reddito reale è tornato a scendere nel primo trimestre dell’ anno dello 0,1% rispetto agli ultimi tre mesi del 2013 e dello 0,2% su base annua dopo essere cresciuto rispettivamente dello 0,1 e dello 0,6% nel quarto e terzo trimestre del 2013 con un più 0,8% tendenziale. Fermo ai livelli addirittura del 2002 è il tasso d’ investimento (il rapporto tra reddito disponibile e acquisti di case) mentre è tornata in calo, sempre nel primo trimestre, anche la propensione al risparmio (dal 10,2 al 10%, quindi dieci euro messi da parte ogni cento di reddito) che risulta però in rialzo sull’ anno di 0,4 punti base. A fronte di queste notizie grigie dall’ Istat però ne è arrivata anche una buona: da gennaio a marzo infatti la spese delle famiglie per i consumi finali, in valori correnti, è aumentata dello 0,2% sia sul trimestre precedente sia sull’ anno. E si tratta del primo rialzo da fine 2011. LA RIPRESINA delle spese familiari non spegne l’ allarme consumi. Per la Coldiretti la riduzione del potere d’ acquisto si tradurrà in un taglio del 25% del budget delle vacanze estive rispetto all’ inizio della crisi (2008) e, aggiunge la Cia (Confederazione italiana agricoltori) continua a riversarsi direttamente sul carrello alimentare con una flessione della spesa per il cibo del 2% da inizio anno e di quasi il 12% dai livelli pre-crisi con una perdita di 15 miliardi (da 129 a 114). Anche per i consumatori (Codacons) la diminuzione del reddito reale nelle tasche degli italiani «frena pesantemente una decisa ripresa dei consumi» che quest’ anno rischiano di registrare un ulteriore calo dello 0,8%. Per questo il Codacons nutre poca fiducia nella febbre dei saldi e se il bonus Renzi contribuirà a frenare il calo degli acquisti, meno di una famiglia su due (45% circa) approfitterà delle vendite scontate e il bilancio finale sarà di un meno 8% a 1,8 miliardi: 2,2 in meno del 2008. Più fiduciosi si mostrano invece i commercianti. «Ci auguriamo – afferma Renato Borghi, presidente di Federazione Moda Italia e vicepresidente di Confcommercio – che il bonus di 80 euro contribuisca a dare una scossa ai consumi di abbigliamento, calzature, pelletteria, accessori, tessile per la casa e articoli sportivi».

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